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Campagna sulla differenziata

del 11/12/2013
di: di Renato Narciso
Campagna sulla differenziata
Avviare una grande campagna di comunicazione nazionale sulla raccolta differenziata e sull'utilizzo di plastiche biodegradabili, razionalizzare la conoscenza di esperienze e interventi innovativi con l'obiettivo di proporre un piano di formazione e riconversione alle industrie che trasformano materie plastiche fornendo loro sostegno e facilitazioni economiche, rendere obbligatoria la raccolta differenziata in tutto il paese, premiare i cittadini virtuosi con sgravi fiscali (meno Tarsu), rendere obbligatori gli «acquisti verdi» in alcuni segmenti, superando il concetto del massimo ribasso nelle gare d'appalto per orientarsi verso i prodotti riciclabili. Queste le proposte che sono emerse dal convegno di promosso da FareAmbiente - Movimento ecologista europeo dal titolo «Plastica e ambiente. Le nuove frontiere del biodegradabile», tenutosi ieri 10 dicembre a Roma presso la Sala della Mercede e moderato dalla giornalista dell'Ansa Elisabetta Guidobaldi. Il problema dello smaltimento della plastica è oramai diventato un problema ambientale di primissimo piano, dal momento che il suo periodo di degradazione attuale si aggira sui mille anni e una soluzione va pur trovata visti i danni finora arrecati all'ecosistema. Il sintomo più evidente di tale problema si chiama Pacific Trash Vortex, noto anche come Great Pacific Garbage Patch, (letteralmente Grande chiazza di immondizia del Pacifico). Oggi le dimensioni di questa isola raggiungono i 2.500 chilometri di diametro, il doppio della lunghezza dell'Italia. In questo drammatico contesto le proposte di FareAmbiente mirano, come sempre del resto, a cercare di combinare progresso e salvaguardia dell'ecosistema. Al di là delle sterili polemiche del solito ambientalismo tradizionale italiano che vedrebbe nell'abolizione della plastica la risoluzione a ogni problema, la vera sfida per il futuro è poter riuscire a fabbricare un tipo di plastica che una volta venuto a contatto con l'ambiente si degradi totalmente in tempi ragionevoli. A questo proposito, Dario Tiengo, direttore di FareAmbiente Magazine, uno degli ispiratori dell'evento, ha ricordato come alle olimpiadi di Londra, il fornitore ufficiale di posate monouso biodegradabili e compostabili, fosse proprio un'azienda italiana. La «green economy» potrebbe essere un settore trainante per l'economia nazionale e nel contempo potrebbe tutelare il nostro ecosistema da cui dipende la qualità della nostra salute. A Paestum, in provincia di Salerno per esempio, l'assessore Eustachio Voza, presente al convegno, ha dichiarato che il suo comune ha emanato il divieto di vendita ai prodotti monouso non biodegradabili. E considerando che Paestum, grazie al suo celeberrimo patrimonio archeologico vede la presenza sul suo territorio di più di mezzo milione di turisti ogni anno, è facile immaginare il beneficio. «Lanciamo un appello a tutti i comuni d'Italia affinché seguano l'esempio di Paestum e vietino sui loro territori la vendita di oggetti monouso non biodegradabili e non compostabili», ha dichiarato Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente intervenuto nella discussione. «Bisogna responsabilizzare i produttori anche per quanto riguarda lo smaltimento» ha continuato Pepe. Al dibattito è intervenuto anche Marco Flavio Cirillo, sottosegretario all'ambiente, il quale ha invitato a «non demonizzare la tecnologia e l'uso della plastica, ma piuttosto a cercare soluzioni ecosostenibili». «Il problema è piuttosto la regolamentazione di materie tanto delicate, soprattutto in campo ambientale. L'Italia è il paese dei micropoteri», ha continuato l'esponente di governo, «uno di questi poteri è la burocrazia che spesso sfugge anche al controllo della politica». «Dipendesse da me istituirei un nuovo ministero, quello dello sviluppo sostenibile, proprio per superare la vecchia concezione di ambientalismo concepito come cieca salvaguardia dell'ambiente senza pensare alle ricadute sul sistema paese». Al convegno erano presenti anche Armido Marana vicepresidente di Assobioplastiche, che oltre a portare il saluto del presidente Marco Versari ha ribadito la necessità di sviluppare il comparto del biodegradabile individuando nella ricerca e nello sviluppo la scelta del futuro, e Alessandro Miani, responsabile nazionale salute e qualità della vita di FareAmbiente.
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