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La rete delle scommesse rischia il crollo

del 11/12/2013
di: Nicola Tani
La rete delle scommesse rischia il crollo
La rete delle scommesse è sull'orlo del baratro, tra riduzione degli incassi e concorrenza delle agenzie non autorizzate di bookmaker esteri.

A lanciare l'allarme è Francesco Ginestra, presidente di Agisco, la più rappresentativa associazione di gestori: «Dal 1° gennaio 2014 dichiareremo lo stato di crisi, chiedendo la sospensione del versamento dell'imposta unica e il dimezzamento degli oneri di concessione», ha detto Ginestra.

I concorrenti sleali presenti sul territorio, ha affermato il direttore dei giochi dell'Agenzia delle Dogane, Roberto Fanelli, «sono almeno 3 mila: i nostri controlli recenti hanno riguardato almeno mille esercizi, con accertamenti fiscali e denunce penali».

E anche nell'online, segnala uno studio del Politecnico di Milano, la bolla dei giochi sembra sgonfiarsi: la spesa per le scommesse sportive è calata dai 173 milioni del 2010 ai 135 del 2013. Colpa di un sistema di regole rigido e di una tassazione che grava sulla raccolta e non sul ricavo dei bookmaker. E così, anche per il Mef, i conti non tornano: dai 25 milioni di introiti erariali del 2010, si è passati ai 22 milioni dell'anno in corso.

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