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Documenti sempre utilizzabili

del 11/12/2013
di: di Debora Alberici
Documenti sempre utilizzabili
I documenti non esibiti in sede di verifica sono utilizzabili in giudizio dal contribuente che aveva difficoltà di reperirli. Infatti, la sanzione fiscale si applica solo quando il cittadino, pur essendo in possesso degli incartamenti, rifiuta senza un valido motivo la consegna alla Guardia di finanza.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 27595 del 10 dicembre 2013, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

In particolare, ad avviso del Collegio di legittimità, la sanzione della inutilizzabilità dei documenti di cui sia stata rifiutata l'esibizione in sede di verifica, prevista dall'articolo 52, quinto comma dpr 633/72, non presuppone necessariamente che il rifiuto di esibizione sia stato doloso, ossia finalizzato a impedire l'attività di accertamento, ben potendo tale sanzione applicarsi anche quando detto rifiuto sia dipeso da errore non scusabile, di diritto o di fatto, dovuto a dimenticanza, disattenzione, carenze amministrative o altro. Tuttavia, perché sia preclusa l'utilizzazione in sede amministrativa o contenziosa di un documento è pur sempre necessario non solo che esso sia stato richiesto in sede di verifica (non potendo costituire rifiuto la mancata esibizione di qualcosa che non si è richiesto) ma anche che alla richiesta di esibizione il contribuente fosse in condizione di corrispondere positivamente adottando l'ordinaria diligenza, ossia che il documento richiesto fosse in suo possesso o fosse da lui agevolmente e tempestivamente reperibile, in originale o in copia, presso chi lo possedeva. La sentenza con la quale la Ctr ha dato ragione al contribuente non è dunque incorsa, come prospettato dalla difesa dell'amministrazione finanziaria, in vizio di violazione di legge, perché ha correttamente escluso che fossero inutilizzabili documenti la cui mancata esibizione in sede di verifica era dipesa dalla «manifesta difficoltà di reperimento», espressione da intendere come equivalente a difficoltà di reperimento non superabile con l'ordinaria diligenza.

Anche la procura generale del Palazzaccio, nell'udienza svoltasi lo scorso 13 novembre, ha chiesto al Collegio di legittimità di respingere il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

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