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Fiduciarie in salvo dal super-acconto

del 10/12/2013
di: di Fabrizio Vedana
Fiduciarie in salvo dal super-acconto
Nessun innalzamento al 130% degli acconti Ires per le fiduciarie ma restano molti dubbi sull'applicabilità della nuova normativa sui versamenti degli acconti sull'imposta sostitutiva e sulla eventuale sanzionabilità in caso di tardivo od omesso versamento.

La circolare di Assofiduciaria del 9 dicembre 2013, dopo aver precisato che il nuovo articolo 20-bis dell'articolo 11, del decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013, non trova applicazione alle società fiduciarie, ricorda che le società fiduciarie dovranno versare entro oggi, 10 dicembre 2013, un acconto pari al 102,5 per cento.

Più problematica risulta invece essere la lettura e la concreta applicazione delle nuove disposizioni contenute nell'articolo 2, comma 5 del decreto legge del 30 novembre 2013, n.133. Trattasi, come ben noto, della disposizione con la quale il governo ha previsto un obbligo generalizzato in capo agli intermediari finanziari del versamento di un acconto del 100% dell'imposta sostitutiva a valere sul risparmio amministrato dovuti nei primi undici mesi del 2013.

La disposizione presente, in verità, non pochi profili di criticità relativamente, secondo alcuni, alla sua stessa legittimità costituzionale. L'intermediario è infatti tenuto a versare un acconto di imposta non sui redditi propri bensì su redditi riferibili ad una moltitudine di soggetti terzi (i clienti dell'intermediario) che hanno esercitato l'opzione per il regime del risparmio amministrato con tale intermediario specificando, però, che la compensazione non dovrà effettuarsi con le imposte proprie della fiduciaria ma con versamenti effettuati, a decorrere dal primo gennaio dell'anno successivo, «dai versamenti della stessa imposta sostitutiva» e non anche dalle altre imposte dovute dalla fiduciaria.

Tale aspetto risulta di particolare attenzione per il settore delle fiduciarie anche in relazione alle stringenti norme ministeriali (decreto del ministero dell'Industria del 16 gennaio 1995) che fanno divieto alle fiduciarie di assumere debiti per conto di clienti che non siano adeguatamente coperti e si inserisce in un più ambito dibattito relativo alla compensazione di crediti e debiti fiscali che le fiduciarie hanno in ragione del ruolo di sostituto d'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero per conto di contribuenti italiani.

In attesa di un chiarimento sull'applicabilità alle fiduciarie della citata nuova normativa, resta da valutare se, in vista della ormai prossima scadenza del 16 dicembre prossimo, in applicazione dell'art. 3, comma 2, dello Statuto del contribuente, possano considerarsi ravvisabili valide ragioni per ottenere la disapplicazione delle sanzioni per omesso o tardivo versamento.

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