Consulenza o Preventivo Gratuito

Lavori specialistici sgonfiati

del 07/12/2013
di: Andrea Mascolini
Lavori specialistici sgonfiati
Necessario un rapido intervento del governo sulla disciplina della qualificazione delle imprese di costruzioni per garantire la qualità dei lavori specialistici. È quanto chiede, in un'interrogazione parlamentare depositata il 5 dicembre, Luisa Bossa del Partito democratico, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 novembre del decreto ministeriale che cancella gli articoli 107, comma 2, 85, comma 1, lettera b), nn. 2 e 3, e l'Allegato A del dpr 207/2010 (si veda ItaliaOggi del 4 dicembre). La chiamata in causa è per il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi e per il ministro per i beni culturali, Massimo Bray, rispetto al fatto che il decreto del 30 ottobre, recependo il parere del Consiglio di stato sul ricorso Agi (Associazione imprese generali), consente alle «imprese generali, qualificate nella categoria prevalente, di partecipare a gare di lavori complessi, nelle quali siano previste lavorazioni scorporabili e riconducibili alle categorie che richiedono una particolare specializzazione e professionalità, ivi comprese le lavorazioni inerenti il restauro specialistico e lo scavo archeologico». Nell'interrogazione si paventa il rischio di danni alla collettività «derivanti da una repentina e ingiustificata caduta del livello qualitativo delle imprese, delle attrezzature e delle installazioni specialistiche per le costruzioni». L'interrogante chiede quindi una iniziativa normativa per tutelare la qualificazione professionale e l'esistenza stessa di numerose piccole e medie imprese del settore specialistico delle costruzioni. Nei giorni scorsi si era alzato forte il grido di allarme e la protesta delle diverse associazioni delle imprese di costruzioni specialistiche. Per Finco, spiega il presidente Carla Tomasi, ci sarà un dilagare di subappalto e di tipologie diverse di realizzazione dell'appalto che metteranno a rischio sicurezza e qualità»; per Giuseppe Gargaro, presidente di Assistal, occorre « mantenere con chiarezza il fondamentale principio che l'impresa che esegue le opere deve essere necessariamente qualificata»; infine, per Claudio Andrea Gemme, presidente di Anie, è inaccettabile «che il provvedimento si limiti a cancellare delle norme con la conseguenza di paralizzare il mercato delle opere pubbliche».

© Riproduzione riservata

vota