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Sfoltita sui paesi a dazi ridotti

del 07/12/2013
di: di Massimo Fabio
Sfoltita sui paesi a dazi ridotti
Si riducono, da gennaio, i paesi a dazio ridotto o esente. Di conseguenza, le imprese italiane dovranno monitorare per tempo le proprie forniture per recepire le nuove modalità di importazione e di determinazione dei dazi all'ingresso nella Ue. È questo l'effetto dell'entrata in vigore, dal prossimo 1° gennaio 2014, appunto, del Regolamento Ue 978/2012, relativo all'applicazione di un Sistema di preferenze tariffarie generalizzate (Spg) che abroga il Regolamento Ce 732/2008. Si tratta di una disciplina particolare con la quale la Ue ha da tempo inteso agevolare il commercio internazionale con riguardo a merci provenienti da taluni paesi. Sin dal 1971, la comunità europea ha deciso di intraprendere politiche comuni e azioni volte a promuovere lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e ambientale, perseguendo come primo scopo l'eliminazione della povertà. In tale prospettiva, gli stati membri hanno ritenuto di concedere unilateralmente sconti daziari per le merci dichiarate di origine Spg. In principio, il novero dei paesi ammessi comprendeva 177 stati, contemplando in pratica tutti i paesi diversi da quelli cosiddetti avanzati (come Usa, Giappone, Canada, Australia) e quelli con i quali erano già stati avviati accordi bilaterali sull'origine preferenziale.

Così impostato, il sistema Spg ha consentito alle aziende europee di operare un'adeguata pianificazione per le forniture di materie prime o semilavorati, scegliendo i paesi di origine dai quali l'impatto di un dazio ridotto o esente si traduceva in una maggiore competitività sui prezzi dei prodotti finiti. Il nuovo regolamento può ora generare qualche criticità giacché i paesi ora contemplati dalla nuova previsione sono soltanto 90. In particolare, 49 sono i paesi classificati Ldcs (Least developed countries) che seguiranno il regime cosiddetto Eba (Everything but arms), mentre 41 sono gli stati classificati dalla World Bank come economie a «reddito basso» o «reddito medio-basso». Per i paesi riconosciuti più bisognosi, la cui lista è tuttora in via di definizione e comprende al momento soli dieci paesi, oltre alle Spg standard (dazi ridotti o esenti), saranno applicate anche le Spg+ che prevedono per tutte le merci dazio zero (anche tessili e prodotti della pesca).

Nel nuovo sistema Spg, lo status dei paesi è soggetto a continua valutazione da parte della Commissione Ue. Quando un paese non fa più registrare i requisiti di reddito richiesti per beneficiare delle preferenze, viene rimosso dalla lista. Tale circostanza si verifica in due casi: (i) se la Banca mondiale classifica il paese come «economia ad alto reddito» o a reddito «medio alto» per tre anni consecutivi; (ii) se viene siglato un accordo preferenziale bilaterale.

Tra i paesi ora esclusi dalle Spg vanno segnalati alcuni territori d'oltremare, che hanno già ottenuto un accesso alla preferenzialità, i paesi oramai non più eleggibili per avere sottoscritto accordi commerciali bilaterali, quali per esempio i paesi dell'Euromed (Marocco, Tunisia ecc.) e del Cariforum (Belize, Antigua, Barbados, Giamaica ecc.), taluni paesi africani e del Pacifico (Zimbabwe, Mauritius, Papua Nuova Guinea ecc.). A questi si aggiungono la Cina e, a breve, anche l'India. Entrambi i colossi asiatici, infatti, in ragione della forte crescita degli ultimi anni, escono dai parametri riferiti ai paesi in via di sviluppo.

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