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L'innovazione non compra casa

del 06/12/2013
di: di Roberto Lenzi e Cinzia De Stefanis
L'innovazione non compra casa
Le agevolazioni per gli investimenti innovativi delle imprese del Mezzogiorno non sono utilizzabili per acquistare immobili. E non possono presentare domanda le imprese dei settori agricolo, commerciale e edile. Sono molti i no che il ministero dello sviluppo economico rimette all'interno delle FAQ reperibili sul sito www.mise.gov.it relative al dm del 29 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 2013.

Immobili mai ammissibili? Se molti dei no sono evidenti e rispondenti a un'attenta lettura della norma, sorprende il secco no legato agli investimenti immobiliari. La domanda, inserita nelle Faq, chiede se l'acquisto o la costruzione dell'immobile aziendale e la realizzazione di opere murarie rientrano tra le spese ammissibili alle agevolazioni. La risposta parte perentoria con il no e richiama a rafforzare il concetto quanto stabilito dall'art. 6, comma 1, di cui al decreto ministeriale 29 luglio 2013. Questo stralcio prevede che «le spese ammissibili sono quelle relative all'acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, che riguardano i macchinari, gli impianti, le attrezzature e i programmi informatici rientranti tra gli investimenti innovativi di cui all'articolo 5, comma 2 del predetto decreto». Ma è proprio questo passaggio sulle immobilizzazioni materiali e immateriali, che riguardano i macchinari, che ha portato molti ad avere una chiave di lettura diversa da quella che i tecnici presso il ministero sembrano sostenere. Il dm di cui sopra, al comma 5 dell'art. 6 prevede che non sono ammissibili all'agevolazione gli immobili che hanno già usufruito nel decennio precedente di altri incentivi, a meno che le amministrazioni concedenti abbiano revocato e recuperato totalmente gli aiuti medesimi. È evidente che questo passaggio non avrebbe senso se gli immobili non fossero ammissibili. Pertanto, probabilmente, il legislatore vuole ammettere gli immobili, ma solo se riguardano spese relative a macchinari, gli impianti, le attrezzature e i programmi informatici rientranti tra gli investimenti innovativi. Quindi sì agli immobili se collegati a investimenti innovativi (es. un capannone ove collocare le macchine innovative), no a investimenti in capannoni che non «ospitano» questi macchinari. La risposta del ministero si è probabilmente fermata all'ammissibilità nuda e cruda degli immobili, senza allargare il concetto a un casistica più articolata. Sarebbe opportuna una precisazione.

Le altre risposte. Le Faq specificano che le domande devono essere presentate a partire dalle ore 10 del 27 febbraio 2014, attraverso un'apposita procedura informatica accessibile dalla sezione «Investimenti innovativi nelle Regioni Convergenza (Macchinari)» del sito del ministero dello sviluppo economico, www.mise.gov.it. Tale procedura informatica sarà resa disponibile, all'impresa proponente, per lo svolgimento delle attività di compilazione della domanda, a partire dal 13 febbraio 2014. Possono accedere alle agevolazioni, come previsto dall'art. 4, del decreto ministeriale 29 luglio 2013, le imprese che alla data di presentazione della domanda risultano regolarmente iscritte nel registro delle imprese e costituite da almeno due anni. Possono accedere al bando le attività di magazzinaggio e di supporto ai trasporti. Sono ammissibili gli investimenti ubicati su altre unità produttive purché tali unità produttive siano ubicate in territori ammissibili. Sono ammissibili le società di servizi, non ancora i singoli professionisti, possono in compenso presentare domanda le società che non presentano il bilancio purché esistenti da due anni e iscritte alla cdc. L'agevolazione è rappresentata da una sovvenzione rimborsabile per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive pari al 75% del programma d'investimento. La percentuale da rimborsare è fissata in base alla dimensione dell'impresa beneficiaria ossia, come previsto dal comma 2 del suddetto articolo, dal 70% della sovvenzione per le imprese di piccola dimensione, dall'80% per le imprese di media dimensione e dal 90% per le imprese di grande dimensione. Le imprese devono effettuare investimenti in una unità produttiva ubicata nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (aree dell'Obiettivo Convergenza Ue). Le regioni Abruzzo, Basilicata e Sardegna non rientrano nelle regioni dell'obiettivo convergenza.

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