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Prima casa, il fisco è più soft

del 06/12/2013
di: di Roberto Rosati
Prima casa, il fisco è più soft
Dal 1° gennaio 2014 fisco più leggero sull'acquisto della prima casa da privati o comunque in esenzione dall'Iva: l'imposta di registro scenderà, infatti, dal 3 al 2% e le imposte ipocatastali a 50 euro ciascuna, mentre non si pagheranno l'imposta di bollo, i tributi speciali catastali e le tasse ipotecarie. Per gli acquisti imponibili all'Iva, invece, ci sarà un leggero incremento, dovuto all'aumento delle imposte ipocatastali. Le novità sono contenute nell'art. 10 del dlgs n. 23/2011 e nell'art. 26 del dl n. 104/2013.

La tassazione di atti immobiliari. L'art. 10, comma 1, lett. a) del dlgs n. 23/2011 ha sostituito, con effetto dal 1° gennaio 2014, il n. 1 dell'art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al dpr 131/86, recante le aliquote dell'imposta proporzionale di registro applicabili agli atti di trasferimento a titolo oneroso della proprietà di immobili. Il nuovo regime prevede due sole aliquote: 9% per i trasferimenti immobiliari in genere; ridotta del 2%, per i trasferimenti di abitazioni in presenza dei requisiti «prima casa» previsti nella nota II-bis allo stesso art. 1, eccettuate quelle di cui alle categorie catastali A1, A8 e A9. In entrambi i casi, l'imposta dovuta non potrà essere inferiore a mille euro. La lettera b) dello stesso comma 1 dell'art. 10, inoltre, dispone l'abrogazione delle note all'art. 1 della tariffa, a eccezione della nota II-bis, mentre il comma 4 dispone la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali, concernenti i trasferimenti immobiliari. Va segnalato che il ddl di stabilità 2014 prevede di recuperare l'agevolazione per gli imprenditori agricoli e di istituire l'aliquota del 12% per i trasferimenti di terreni agricoli a soggetti diversi da detti imprenditori. Tornando all'art. 10, il comma 3, nel testo sostituito dall'art. 26 del dl n. 104/2013, prevede per gli atti immobiliari sottoposti all'imposta di registro proporzionale l'esenzione dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie, nonché l'applicazione dell'imposta ipotecaria e dell'imposta catastale nella misura di 50 euro ciascuna. Infine, l'art. 26, comma 2, del dl n. 104/2013 dispone l'elevazione a 200 euro dell'importo di ciascuna delle imposte di registro, ipotecaria e catastale stabilito nella misura fissa di 168 euro da disposizioni vigenti prima dell'1/1/2014, sempre con effetto dal 1° gennaio.

L'agevolazione prima casa. Per gli atti esenti o fuori campo Iva, l'imposta proporzionale di registro scenderà dal 3% al 2% con un minimo di mille euro, mentre le imposte ipocatastali scenderanno da 168 a 50 euro ciascuna; non saranno dovuti gli altri tributi minori collegati all'atto (bollo, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali). Rimane applicabile il meccanismo del «valore-prezzo», in quanto non qualificabile come agevolazione. Per gli atti imponibili a Iva, invece, l'aliquota rimane al 4%, l'importo delle imposte ipocatastali salirà da 168 a 200 euro per ciascuna e resteranno dovuti gli altri tributi minori. Se nulla cambia in merito ai requisiti prima casa, si profila, almeno in base alla vigente formulazione delle norme, una divaricazione incongrua in ordine alla definizione delle case di lusso escluse dall'agevolazione: la disposizione dell'art. 1 della tariffa, come riformulata, considera di lusso le abitazioni classificate nelle categorie A1, A8 e A9, e non più quelle che rispondono ai requisiti di cui al dm 2 agosto 1969, parametro che rimane invece in vigore per l'Iva in base al n. 21) della tabella A, parte II, allegata al dpr 633/72.

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