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Un taglio per cuneo e vitalizi

del 06/12/2013
di: di Simona D'Alessio
Un taglio per cuneo e vitalizi
Un fondo per tagliare la tassazione sul lavoro, alimentato dalle risorse derivanti dalla spending review (già a partire dal 2014) e dai proventi della lotta all'evasione fiscale, come si legge in una risoluzione di maggioranza votata due giorni fa in Parlamento: lo stanziamento dovrà essere destinato per il 60% ai dipendenti, e per il restante 40% alle imprese. Prelievo sui vitalizi dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali, sulla scia del contributo (già previsto) per le «pensioni d'oro», sopra i 90 mila euro. Sono due tra le novità in arrivo nella legge di Stabilità 2014 all'esame di Montecitorio. La seconda, quella relativa al contributo sui vitalizi che potrà essere dato dalla politica e dalle istituzioni, come spiega il relatore Maino Marchi (Pd), verrà realizzata attraverso una «norma di indirizzo» nel rispetto dell'autonomia degli organismi; si tratterà, pertanto, di una misura che, se varata, inviterà le due Camere ad approvare una disciplina in tal senso.

Scaduto ieri il termine per la presentazione degli emendamenti, la commissione Bilancio comincerà a votarli mercoledì, con l'obiettivo di portare la manovra in Aula il 17 dicembre, riducendo a 300 il numero delle proposte di modifica, aggiunge il deputato del centrosinistra. Il quale annuncia anche misure su cuneo fiscale, pensioni, cassa integrazione e sul capitolo casa.

Restyling

previdenziale

Quanto al restyling previdenziale, il relatore avverte che «si sta lavorando sulle indicizzazioni delle pensioni e», come era nelle intenzioni dei senatori, durante la prima lettura del disegno di legge, soprattutto per elevare la soglia della rivalutazione automatica al 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo; la versione del provvedimento uscita da palazzo Madama stabilisce che, per il triennio 2014-2016, la perequazione delle prestazioni avvenga al 100% per quelle pari o inferiori a 3 volte il minimo Inps (1.443 euro lordi al mese), al 90% per quelle tra 3 e 4 volte, al 75% per quelle tra 4 e 5 volte, al 50% per quelle tra 5 e sei volte il minimo, quando poi scatterà il blocco del livellamento per il 2014.

La web tax

Fra le correzioni depositate nelle ultime ore, «che intercettano l'assenso della gran parte dei gruppi» (quindi, con buone chance di arrivare in porto), dichiara il presidente della Bilancio Francesco Boccia del Pd, ce n'è una sulla cosiddetta «web tax», laddove i servizi online «produrranno, finalmente, valore aggiunto anche in Italia, perché non è più accettabile che le multinazionali» di internet «eludano integralmente il sistema fiscale nazionale, pur operando a tempo pieno, e muovendo centinaia di milioni di euro, sul nostro territorio»; quanto, poi, all'imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax), si va verso l'allargamento del prelievo e, nel contempo, verso la riduzione dell'attuale tassa, ovvero «si pagherà meno, ma pagheranno tutti, e il gettito fiscale sarà usato per finanziare l'abbassamento del costo del lavoro».

Patto di stabilità

e cartelle

Sul tavolo dell'organismo parlamentare, inoltre, interventi per rivedere le regole del Patto di stabilità interno dei comuni e sul dissesto idrogeologico, nonché l'iniziativa, a firma di Enrico Zanetti (Sc), per «rottamare» le cartelle esattoriali con agevolazioni che consiste, riferisce, nell'opportunità di affiancare alla possibilità (già contemplata) di non dover corrispondere gli interessi di mora «anche quella di ottenere un abbattimento degli importi dovuti a titolo di sanzioni», mentre dovranno essere corrisposti integralmente gli altri importi e, in particolare, «quelli dovuti a titolo di imposta, contributo, tariffa o simili», proprio perché, evidenzia il deputato, non si tratta di un condono.

Le proposte

di Forza Italia

Da Forza Italia arrivano 170 emendamenti, quelli chiave incentrati, dice Daniele Capezzone, alla guida della Finanze, su capitoli che vanno dall'eliminazione della tassazione sull'abitazione principale e dell'Irpef sulle case sfitte alla diminuzione dell'Iva di 2 punti percentuali nel prossimo biennio. Infine, Gregorio Gitti (Sc) chiede la non applicazione dell'incremento del calcolo dell'Ires agli intermediari finanziari, poiché le società finanziarie hanno già subito un incremento dell'addizionale dell'8%.

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