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Revisori, equipollenza in stand by

del 05/12/2013
di: di Benedetta Pacelli
Revisori, equipollenza in stand by
L'equipollenza tra l'esame dei commercialisti e quello dei revisori resta appesa al filo di un emendamento. Sebbene, infatti, le ultime prese di posizione confermino che questo principio goda dell'appoggio pressoché trasversale di molti gruppi parlamentari, di quell'emendamento atteso nel decreto legge 126/13 (atto Senato 1149), fino a ieri non vi era traccia. Nonostante in teoria il principio dell'equipollenza sia stato garantito anche da due esponenti del governo, il viceministro all'economia Stefano Fassina e il sottosegretario alla giustizia Giuseppe Berretta. I tempi in ogni caso sono piuttosto stretti, giacché la presentazione degli emendamenti al provvedimento che ha iniziato ieri il suo iter di conversione in Commissione bilancio e che vede come relatore Magda Zanoni (Pd), scadranno il prossimo 9 novembre. La nuova norma in ogni caso dovrebbe trovare spazio accanto al comma 19, articolo 1 del provvedimento che già affronta la materia della revisione e che specifica che per consentire l'accesso all'esercizio dell'attività di revisione legale nell'immediato, seppure in via transitoria, si torna alla vecchia disciplina (dlgs 88/92), fermo restando il possesso degli ulteriori requisiti richiesti dalla normativa vigente prevista dal dm 145 del 2012. Se, quindi, per sanare il pregresso è prevista la possibilità per chi ha già acquisito il titolo di dottore commercialista di potersi iscrivere all'apposito registro usufruendo dell'esonero, per il futuro resta ancora l'incognita. Anche perché se non dovesse vedere luce la strada parlamentare che sostanzialmente rivede il regolamento appena approvato, si dovrebbe intervenire sulla modifica seguendo la strada della norma primaria. Con tempi e modi ancora tutti da verificare.

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