Consulenza o Preventivo Gratuito

La Tasi non garantisce i sindaci

del 05/12/2013
di: di Francesco Cerisano
La Tasi non garantisce i sindaci
La Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei comuni, introdotta dalla legge di Stabilità, non garantisce la copertura dei costi da parte degli enti locali. I dubbi che i sindaci hanno sempre espresso sul nuovo tributo trovano conferma nel dossier del servizio studi della camera sugli effetti finanziari della manovra. Secondo i tecnici di Montecitorio, il gettito della Tasi, stimato in 3,764 miliardi di euro (al lordo delle detrazioni), basterà solo per coprire il mancato gettito dovuto all'esenzione Imu per le abitazioni principali. Ma non si capisce come i sindaci possano finanziare i costi dei servizi indivisibili (illuminazione, manutenzione strade e così via) senza poter contare su un gettito a ciò dedicato. Visto che, a differenza di quanto accade oggi con la maggiorazione Tares (l'addizionale di 30 centesimi di euro a metro quadro che entro il 16 dicembre i contribuenti verseranno ai comuni proprio per coprire i costi di questa tipologia di servizi) e di quanto previsto nel testo originario del ddl di stabilità, nella manovra non vi è traccia del principio secondo cui «il gettito Tasi deve assicurare la copertura dei costi dei servizi indivisibili». È solo uno dei tanti rilievi critici mossi dal servizio studi alla riforma della fiscalità locale contenuta nella manovra. Una riforma che potrebbe anche prestare il fianco a possibili rimodulazioni del carico fiscale tra contribuenti. Il servizio studi non parla apertamente di elusione, ma invita a valutare «i possibili effetti in termini di imposte dirette qualora il carico fiscale sia trasferito da soggetti privati a soggetti che esercitano attività d'impresa o lavoro autonomo per i quali il nuovo tributo è deducibile ai fini della determinazione della base imponibile».

Un vizio di fondo, originato dalla deducibilità ai fini Ires e Irpef del 20% di quanto pagato a titolo di Imu dalle imprese, che crea problemi di gettito anche per la Tari, la componente rifiuti della nuova Imposta unica comunale (Iuc). La relazione di accompagnamento alla manovra, lamentano i tecnici, non indica alcun effetto finanziario, il che porterebbe a «ritenere che il gettito complessivo resti invariato». Tuttavia, «i criteri per la determinazione della componente Tari appaiono diversi da quelli precedenti ed in particolare potrebbero determinare uno spostamento del carico fiscale dai soggetti privati ai soggetti che esercitano attività d'impresa o di lavoro autonomo e che deducono, ai fini delle imposte dirette, la tassa pagata».

I tecnici del servizio studi della camera esprimono dubbi anche sul conseguimento del gettito previsto dall'aumento delle accise sulla benzina per il 2017-2018. «Alla luce dei recenti incrementi subìti dalle aliquote, da ultimo dalla legge di Stabilità per il 2013 a cui sono stati ascritti rilevanti effetti di maggior entrata», si legge nel dossier, «tale ulteriore incremento potrebbe determinare effetti regressivi sui consumi dei prodotti interessati, con conseguente difficoltà di assicurare il gettito previsto». E dubbi sono stati sollevati anche sul taglio del cuneo fiscale, sul quale dovrebbero essere dirottati i risparmi della spending review. A questo scopo, la commissione bilancio di Montecitorio ha approvato una risoluzione che impegna il governo ad anticipare al 2014 i risparmi di spesa stimati dal piano del supercommissario Carlo Cottarelli.

vota