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Immobili ai parenti, c'è incertezza sui rimborsi

del 04/12/2013
di: Matteo Barbero
Immobili ai parenti, c'è incertezza sui rimborsi
C'è incertezza fra i comuni sulla spettanza del rimborso statale per il mancato incasso della seconda rata Imu relativa alle unità immobiliari equiparate a prima casa in quanto concesse in comodato a parenti in linea retta. Il problema nasce dalla formulazione dell'art. 1, comma 9, del dl 133/2013, ai sensi del quale la cancellazione del saldo Imu vale anche per gli immobili equiparati dai comuni ad abitazione principale. In tale fattispecie, rientrano innanzitutto gli immobili previsti dall'art. 13, comma 10, del dl 201/2011, ossia quelli posseduti da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente e dai cittadini italiani residenti all'estero, a condizione (in entrambi i casi) che non risultino locati.

L'art. 2-bis del dl 102/2013 vi ha aggiunto anche gli immobili concessi in comodato dal soggetto passivo dell'imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, esclusi solo quelli classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. In tal caso, l'assimilazione vale solo per l'anno 2013, limitatamente alla seconda rata. Al fine di assicurare il ristoro del minor gettito derivante dall'applicazione della relativa disciplina, il comma 2 dell'art. 2-bis ha previsto l'attribuzione ai comuni di un contributo, nella misura massima complessiva di 18,5 milioni di euro, da ripartire secondo le modalità stabilite con un decreto del ministro dell'interno atteso entro il 15 dicembre.

Successivamente, è intervenuto il dl 133, che all'art. 1, comma 9, per tutti gli immobili assimilati dai comuni ad abitazione principale, ha escluso (a differenza di quanto accade per gli altri immobili che beneficiano della cancellazione del saldo Imu 2013) la spettanza ai comuni del rimborso a carico dello Stato. Da qui la questione se rimanga comunque fermo il trasferimento compensativo di cui all'art. 2-bis, comma 2, del dl 102 o se invece la norma successiva abbia implicitamente abrogato quella precedente. Si opta per la prima lettura (e quindi per la spettanza del rimborso ex art. 2-bis), poiché l'art. 1, comma 9, si riferisce esclusivamente alle risorse di cui ai commi 3, 4 e 6, ovvero (per i comuni delle regioni speciali) al minor accantonamento di cui al comma 8 del medesimo art. 1. Sul punto, tuttavia, sarebbe necessaria una conferma ufficiale.

Un ulteriore dubbio riguarda gli immobili già adibiti a casa coniugale e successivamente assegnati a uno degli ex coniugi a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (art. 4, comma 12-quinquies, del dl 16/2012). In base all'art. 1, comma 1, lett. b), anche per tali immobili non è dovuta la seconda rata dell'Imu. C'è però incertezza sulla puntuale delimitazione dell'esenzione. Sul punto, infatti, si è registrato un contrasto fra il Mef e l'Anci. Secondo il primo, che si è espresso con la risoluzione n. 5/DF/2013, vi rientrano tutte le ipotesi di assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta dal giudice della separazione, salvo che il legislatore non abbia disposto diversamente, come nel caso di abitazione occupata a titolo di locazione ai sensi dell'art. 6 della legge 392/1978. In questa ipotesi, secondo il Ministero, il legislatore ha previsto direttamente la successione nel contratto di locazione da parte del coniuge assegnatario, il quale utilizza l'immobile sulla base di un titolo giuridico diverso da quello del diritto reale di abitazione previsto per l'Imu. Tale condizione, invece, non si verificherebbe in caso di comodato. Tale lettura è stata, tuttavia, contestata dalla circolare Anci Emilia-Romagna del 19/9/2013, secondo cui in caso di assegnazione di abitazione non di proprietà degli ex coniugi, ma utilizzata in base ad un contratto di comodato (oltre che di locazione), non sorge alcun diritto reale di abitazione e conseguentemente, non potendosi considerare abitazione principale, non troverà applicazione l'abolizione dell'Imu 2013. Anche sul punto, sarebbe necessario un chiarimento definitivo.

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