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Imu, partita senza fine

del 03/12/2013
di: di Matteo Barbero
Imu, partita senza fine
I conti sull'Imu fra stato e comuni non si chiuderanno entro fine anno, poiché una quota dei rimborsi verranno erogati da Roma solo nel 2014. E alla fine ci saranno enti che dall'operazione potrebbero addirittura guadagnarci (e altri perderci). Per le compensazioni a favore dei comuni, il testo finale del dl sulla seconda rata dell'imposta municipale (pubblicato sulla G.U. n. 281 del 30/11/2013 con il n. 133) ha optato per un meccanismo a due tempi. Entro il 20 dicembre, i sindaci riceveranno un importo che dovrebbe corrispondere al 50% dell'Imu calcolata applicando le aliquote e la detrazione di base. Per i comuni delle regioni ordinarie e per quelli di Sicilia e Sardegna, il trasferimento vale complessivamente 1,7 miliardi, già ripartiti dall'allegato A del dl 133. La seconda tranche, da erogare entro il prossimo 28 febbraio, dovrebbe corrispondere al 60% del maggior gettito derivante dallo sforzo fiscale esercitato da ciascun ente. Il restante 40%, invece, dovrebbe essere versato dai cittadini entro il 16 gennaio, anche se il governo è alla ricerca di soluzioni (e risorse) che consentano di evitare questa eventualità. Come anticipato da ItaliaOggi del 30/11/2013, la partita dei conguagli (che in tutto vale 348 milioni, compresi quelli destinati ai territori a statuto speciale) e dei pagamenti integrativi da parte dei contribuenti interesserà non solo i comuni che hanno aumentato l'imposta nel 2013, ma anche quelli che lo hanno fatto nel 2012 confermando poi la scelta nell'anno in corso. In base all'art. 1, comma 5, infatti, chi ha un Imu più alta di quella base, riceverà un rimborso solo parziale. La stessa norma, peraltro, favorisce indirettamente i comuni che, al contrario, hanno ridotto l'Imu sugli immobili che beneficiano della cancellazione dell'imposta: tali enti, infatti, riceveranno un trasferimento compensativo pari all'Imu standard, quindi più alto dell'importo che avrebbero incassato dai cittadini. Per ovviare, il dl 133 prevede un percorso assai tortuoso, che dovrebbe condurre a definire insieme all'Anci una «metodologia» di calcolo dei rimborsi che prenda come base i versamenti 2012 ed operi una «stima» delle manovre effettuate dai comuni negli ultimi 12 mesi. L'attribuzione, inoltre, dovrà tenere conto di quanto già corrisposto a titolo di rimborso della prima rata ai sensi del dl 102/2013, dato che in quel caso è stato utilizzato un diverso criterio legato all'entità di quanto versato lo scorso anno, includendo, quindi, anche lo sforzo fiscale. Un vero e proprio rebus, insomma, all'esito del quale il dare-avere potrebbe comunque non essere a somma 0 per tutti gli enti. Ma che il meccanismo possa produrre effetti distorsivi lo si evince dall'art. 1, comma 7, del dl 133, che prevede espressamente il caso dei comuni che riceveranno, fra prima e seconda tranche di rimborso, una cifra superiore alla loro Imu standard. In tali casi, la norma prevede che l'eccedenza vada destinata a riduzione delle imposte comunali dovute relativamente ai medesimi immobili per l'anno 2014. Anche con tale vincolo, si tratterebbe comunque di una beffa per i sindaci che dovessero fare i conti con una perdita di risorse. Il testo finale del dl 133 prevede un'altra novità importante per i comuni: l'art. 1, comma 12, infatti, proroga fino al 31 marzo 2014 l'innalzamento a 5/12 del tetto per le anticipazioni di tesoreria, prevedendo un contributo statale in conto interessi entro un massimo di 3,7 milioni di euro. È un meccanismo simile a quello previsto dal dl 54/2013, anche se in tal caso non è previsto che le maggiori anticipazioni debbano essere dovute ai provvedimenti statali sull'Imu. Anche questi rimborsi, in ogni caso, arriveranno solo il prossimo anno. Confermata, infine, la proroga al 15 dicembre del termine per le necessarie variazioni di bilancio (si veda ItaliaOggi del 20 novembre).

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