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Nuova rendita motivata

del 03/12/2013
di: Debora Alberici
Nuova rendita motivata
L'attribuzione della nuova rendita catastale dev'essere motivata dal fisco a pena di nullità. Deve cioè indicare e spigare perché l'Agenzia del territorio si è discostata dai dati forniti dal contribuente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 27008 del 2 dicembre 2013, ha respinto il ricorso dell'amministrazione. La vicenda riguarda un fabbricato di proprietà di una banca che era stato ristrutturato. Nonostante i dati forniti dall'ente, l'Agenzia del territorio aveva notificato una nuova attribuzione di rendita, che si discostava da quanto dichiarato dal contribuente. Così l'amministrazione ha presentato ricorso davanti alla Ctp, ma senza successo. Anche l'appello è stato bocciato con decisione resa ora definitiva in sede di legittimità. Sul punto la sesta sezione civile ha infatti spiegato che sussiste un obbligo dell'amministrazione di sorreggere con adeguata motivazione ogni atto con cui viene accertato un quid fiscalmente rilevante. Infatti, non occorre alcuna motivazione ove la amministrazione operi su dati forniti dal contribuente o comunque già definiti fra le parti. Inoltre, l'obbligo di motivazione assume contenuti e portata differenti a seconda di ciò che si «accerta». Nel caso di specie relativo all'attribuzione di una rendita catastale per «stima diretta» l'ammontare della rendita stessa discende dal valore attribuito al bene. La mera indicazione di una diversa valutazione rispetto a quella proposta dal contribuente costituisce quindi il dispositivo dell'atto e non la motivazione, che deve invece enunciare i criteri e gli elementi che determinano la mancata accettazione delle indicazioni del contribuente. Alla Cassazione è dunque apparsa corretta la decisione del giudice d'appello secondo cui «le motivazioni a origine dell'atto impositivo sono espresse in forma tale che si possono intendere assenti o espresse in maniera oggettivamente succinta, non indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che determinarono la decisione».

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