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Liti fiscali, boom di sospensive

del 25/03/2010
di: di Cristina Bartelli
Liti fiscali, boom di sospensive
Riprende nel 2009 la corsa del contenzioso fiscale. Davanti le commissioni provinciali le liti sono in crescita del 14%, e anche se esiste una lieve flessione in secondo grado, il dato che emerge è di una crescita di cause pendenti pari al 7%. Vero e proprio boom quello delle richieste di sospensive degli atti impugnati con punte del 200%. La fotografia è scattata dal presidente del consiglio di giustizia tributaria, Daniela Gobbi, che oggi presenzierà insieme al presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone, nella Corte di cassazione l'anno della giustizia tributaria.

Domanda. I dati 2009 del contenzioso fiscale davanti le commissioni tributarie cosa evidenziano in particolare, oltre la ripresa della litigiosità fiscale?

Risposta. In effetti il 2009 ha visto un aumento dei ricorsi presentati presso le commissioni provinciali pari circa al 14%, ma abbiamo anche verificato che il prosieguo del contenzioso nel grado superiore presso le commissioni regionali è contemporaneamente diminuito dell'1%, dato questo che ci procura grande soddisfazione perché è segno tangibile del buon lavoro svolto dai giudici tributari, evidenziando che la parte soccombente in primo grado ha ritenuto giusto il giudizio espresso dal collegio giudicante e improduttivo procedere oltre nel contenzioso.

A parte ciò, i dati di questo anno denotano purtroppo un generale aumento delle cause rimaste non decise a fine anno (cosiddette «pendenti»), con un aumento rispetto al precedente anno di circa il 6,9%, ma il fenomeno è da attribuirsi al già detto incremento verificatosi dei nuovi procedimenti instaurati dai contribuenti e non certo da una minore laboriosità dei giudici tributari, i quali, al contrario, nonostante la continua diminuzione del loro numero complessivo, hanno mantenuto elevati standard di efficienza. Ultima notazione che emerge dalla lettura del flusso del contenzioso 2009 è il diffusissimo aumento percentuale delle richieste di sospensive degli atti impugnati, in ben 75 commissioni provinciali su 103,con punte anche del 200%.

D. L'Agenzia delle entrate chiede soluzioni condivise nelle cause per così dire seriali. Quali sono secondo lei i contenziosi ricorrenti su cui poter dare delle linee di indirizzo comune?

R. Nelle commissioni le iscrizioni al ruolo non rilevano la natura dei tributi relativi al contenzioso quindi è difficile individuare filoni di cause seriali tranne che non si tratti di numeri rilevanti che immediatamente si impongono all' attenzione, come per esempio è accaduto per l'Irap. Oltretutto per individuare e impostare udienze «cosiddette seriali» occorrerebbe effettuare un esame preventivo dei fascicoli prima della loro assegnazione, cosa che è difficile da organizzare. Bisognerebbe immaginare presso ogni commissione l'istituzione di un «ufficio spoglio» al quale affidare il compito di suddividere per materia i ricorsi. L'assegnazione compete al presidente di commissione il quale è tenuto a seguire le indicazioni che il consiglio di presidenza ha disciplinato con specifiche risoluzioni. Immaginare, quindi, un sistema diverso da quello prestabilito dal consiglio, oltre a interferire con i compiti che, in via esclusiva competono al consiglio, sarebbe comunque difficile perché si tradurrebbe in un ulteriore aggravio di lavoro per i giudici tributari al quale non corrisponderebbe alcun compenso. L'attuale sistema prevede che il compenso venga erogato solo per l'attività giudiziaria che definisce la controversia. Si pensi che anche per le ordinanze cautelari non è previsto alcun compenso. Il consiglio di presidenza della giustizia tributaria è favorevole a discutere e valutare proposte che comportino il miglioramento e una maggiore efficienza del sistema giudiziario in materia tributaria, tuttavia occorre che si tratti di soluzioni condivise e che non aggravino l'impegno a carico dei giudici.

D. Il consiglio di presidenza ha affrontato con il nuovo modello la questione delle incompatibilità a che punto siamo? Quali sono i dati aggiornati?

R. Il modello per la raccolta dei dati relativi alle incompatibilità è stato spedito presso le commissioni. Siamo in attesa di ricevere i modelli compilati. Allo stato non abbiamo ancora notizie in merito. Posso affermare che una volta raccolti i modelli, il consiglio avvierà la fase di controllo e stabilirà le procedure per procedere alle verifiche a campione.

D. Che anno sarà per la giustizia tributaria questo che si inaugura per la prima volta in Corte di cassazione?

R. Sarà un anno contraddistinto da un incremento del contenzioso, soprattutto a causa dell'aumento di controversie per tributi locali.

D. Con che percentuale sono stati chiesti e con che percentuale sono stati riconosciuti i provvedimenti di sospensione ?

R. Come è dato rilevare il trend delle istanze cautelari denota un notevole incremento percentuale, anche perché, se anche non è concedibile la sospensione si otterrà comunque un'abbreviazione dei termini di trattazione delle cause.

D. Quanto tempo ci vorrà per smaltire tutto l'arretrato della Commissione tributaria centrale?

R. Nelle sezione regionali della commissione tributaria centrale che presentano le maggiori pendenze di cause trasmesse dalla Ctc, ritengo che la definizione dell'intero carico potrà avvenire entro un massimo di cinque anni. Peraltro vi sono sezioni nelle quali si sta procedendo celermente alla definizione della pendenza, che in qualche caso (per esempio, Bari, Bologna) potrà verificarsi tra il 2011, inizio 2012.

D. Dall'annuncio dell'avvio della sperimentazione del processo tributario on-line quali saranno i prossimi passi?

R. Sicuramente profondere il massimo impegno affinché tale sperimentazione sia portata a termine con i migliori risultati in termini di criticità rilevate e suggerimenti fattivi per il perfezionamento dell'applicazione informatica che dovrà gestire il processo on-line. Successivamente auspichiamo che, completando anche la parte normativa di regolamentazione del «processo tributario telematico», si sia pronti in tempi brevi a partire con l'operatività reale presso le prime commissioni tributarie, in modo da permettere al cittadino di accedere finalmente ad una giustizia snella ed efficiente. Dal canto suo il consiglio sta già provvedendo a mettere in atto quelle iniziative idonee a far sì che i giudici tributari arrivino preparati all'auspicato avvio del telematico, come, per esempio, la dotazione gratuita di caselle di Pec per il corpo giudicante e l'avvio di corsi di formazione.

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