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Familiari del socio esentati dalla comunicazione

del 30/11/2013
di: Fabrizio G. Poggiani e Alessandro Pratesi
Familiari del socio esentati dalla comunicazione
I finanziamenti e le capitalizzazioni dei familiari dell'imprenditore individuale sono sottoposti all'obbligo di comunicazione. Salvi, invece, i finanziamenti eseguiti dai familiari del socio.

Questo è quanto emerge dal analisi letterale del punto 10, delle istruzioni fornite dalla Agenzia delle entrate, allegate ai recenti modelli (si veda ItaliaOggi del 28 e 29 novembre 2013), che rendono obbligatoria la comunicazione dei dati esclusivamente per i finanziamenti eseguiti a favore dell'impresa, nel corso del periodo d'imposta, dal singolo socio «o dal familiare dell'imprenditore».

L'art. 2, comma 36-septiesdecies del dl 138/2011 aveva soltanto previsto la comunicazione all'Anagrafe tributaria di «qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione eseguite nei confronti della società», escludendo quelli ricevuti dall'impresa individuale. L'inclusione di detti soggetti tra quelli fra i destinatari della compilazione obbligatoria è stata introdotta, infatti, in eccesso di delega, dal provvedimento direttoriale del 2 agosto 2013.

Poste le problematiche già rilevate (si veda ItaliaOggi del 29 novembre 2013) sul limite oltre il quale scatta l'obbligo dell'indicazione dei dati (3.600 euro), non è ben comprensibile, posto che l'obiettivo è quello di intercettare spese o investimenti utili per il recupero di materia imponibile soprattutto nell'ambito dell'accertamento sintetico (in particolare, il redditometro), di cui all'art. 38 dpr 600/1973, quale sia la discriminazione di una disponibilità del familiare del socio, rispetto al familiare di un imprenditore individuale. Considerando, oltretutto, che l'obbligo è imposto alle imprese indipendentemente dal regime contabile (ordinario o semplificato) adottato.

Su tale ultimo punto, peraltro, si evidenzia che per le imprese in contabilità semplificata le istruzioni impongono la comunicazione solo «in presenza di conti correnti dedicati alla gestione dell'impresa o di scritture private o altra documentazione da cui sia identificabile il finanziamento o la capitalizzazione».

Ciò sembra significare che se l'imprenditore individuale gestisce promiscuamente, su un unico conto, le spese e gli incassi dell'azienda, nonché le spese sostenute per sé stesso e per la propria famiglia, non dovrebbe inviare i dati del finanziamento ricevuto, per esempio, dal coniuge nel corso del periodo d'imposta, ancorché consistente. Al contrario, lo stesso imprenditore è obbligato alla comunicazione, in presenza di una scrittura privata o di altra documentazione (scambio di corrispondenza) nella quale sia indicato il finanziamento ricevuto.

Ricordando che la scrittura privata potrebbe anche essere stata registrata da una delle parti interessata e, di conseguenza, che la stessa rientra, a tutti gli effetti, fra quegli atti e documenti già in possesso dell'Amministrazione Finanziaria che quest'ultima (ex art. 6, comma 4, legge 212/2000) non può nuovamente richiedere ai contribuenti, non si comprende tale differenziazione che, peraltro, sembra avvantaggiare i contribuenti meno attenti alla regolare gestione contabile.

In effetti, dalla lettura delle istruzioni, si è obbligati a indicare i finanziamenti e le capitalizzazioni eseguite nei confronti dell'impresa individuale che, se gestita in contabilità semplificata, possiede un rapporto di conto corrente specificatamente utilizzato, dal quale emerge con assoluta chiarezza, in sede di verifica e di comunicazione delle movimentazioni, l'importo finanziato.

Infine, sebbene non ancora contemplata nei vari provvedimenti susseguitisi, sembra ragionevole ritenere che anche l'eventuale rinuncia al rimborso di un finanziamento, precedentemente effettuato a favore della società in anni anteriori a quello cui si riferisce la comunicazione, non sia da segnalare, poiché la rinuncia riguarda preliminarmente un versamento già eseguito e, inoltre, l'obiettivo dei provvedimenti è quello di quantificare l'entità degli esborsi di denaro, ai fini della corretta applicazione dell'accertamento sintetico.

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