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Comunicazione beni ai soci con trattamenti diversi

del 29/11/2013
di: La Redazione
Comunicazione beni ai soci con trattamenti diversi
Come noto il dl n. 138/2011, a far data dal 2012, ha introdotto l'obbligo per i soggetti che svolgono attività d'impresa di comunicare in via telematica i dati del soggetto (socio o familiare) che ha ricevuto in godimento i beni o concesso finanziamenti all'impresa. La comunicazione va effettuata per ogni bene concesso in godimento se sussiste una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento e il valore normale di mercato del bene (la comunicazione telematica, pertanto, va trasmessa solo ove vi sia una differenza tra quanto addebitato al socio ed il valore dell'utilizzo del bene e, al contrario, se questi ha remunerato a valore di mercato il diritto d'uso, non scatta alcun obbligo); i beni concessi in godimento nel 2011 devono essere oggetto di comunicazione solo se risultano ancora tali anche nel periodo 2012 (la concessione di un bene in godimento senza corrispettivo o a un corrispettivo inferiore a quello di mercato determina per l'utilizzatore una tassazione di un reddito diverso ai fini Irpef da quadro RL e per l'impresa concedente l'indeducibilità dei costi relativi al bene concesso in godimento). L'obbligo della Comunicazione può essere assolto alternativamente dall'impresa concedente o dal socio/familiare dell'imprenditore e deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento ovvero per ogni finanziamento o capitalizzazione realizzati nel periodo d'imposta. Il calendario previsto per la presentazione è il seguente: - per l'anno 2012: comunicazione entro il 12/12/2013; - a regime (ovvero 2013 e successivi): comunicazione entro il 30/04/ dell'anno successivo. In caso di mancata, incompleta /infedele comunicazione la sanzione applicabile è pari al 30% della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo pagato per l'utilizzo del bene salvo che si sia comunque provveduto ad adempiere agli adempimenti previsti dalla normativa ovvero dichiarazione del reddito diverso e indeducibilità dei costi (in questo caso la mancata comunicazione da origine alla sanzione che va da euro 258 a euro 2.065). Con il provvedimento direttoriale n. 94902/2013 e 94904/2013 l'Agenzia delle entrate, in ottica semplificazione, ha introdotto numerosi casi di esclusioni dall'obbligo di comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci o ai familiari. Con il presente contributo si intende prendere in esame due casistiche differenti (ma comunque molto simili) ponendo in evidenza un trattamento diverso da parte della normativa. Come previsto dalla norma sono esclusi dall'obbligo di comunicazione i beni concessi in godimento agli amministratori e i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo. Nel primo caso il Provvedimento dell'Agenzia dispone che sono esclusi dalla comunicazione «i beni concessi in godimento agli amministratori» (la norma non prende in considerazione la corretta gestione del benefit nei confronti dell'Amministratore ma sembra applicare una esclusione generale per categoria); nel secondo caso si dispone invece la comunicazione per «i beni concessi in godimento al dipendente o lavoratore autonomo, qualora detti beni costituiscano fringe benefit, di cui agli artt. 51 e 54 del Tuir» (in questo caso la norma fa intendere che se il benefit derivante dall'utilizzo privato del bene è stato correttamente trattato non vi è obbligo di comunicazione mentre, al contrario, in caso di utilizzo gratuito o di tassazione non corretta la posizione va segnalata). Appare quindi molto chiara la discrepanza di trattamento tra le due casistiche similari e sarebbe auspicabile, in vista del prossimo adempimento, un chiarimento da parte della stessa Agenzia delle entrate per capire se la diversità di trattamento sia dovuta a una svista oppure a una vera e propria scelta.

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