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Imu, l'idea geniale dei bollettini prestampati

del 29/11/2013
di: La Redazione
Imu, l'idea geniale dei bollettini prestampati
Il Governo sta decidendo in questi giorni il destino della nuova Imu, ma anziché correggere almeno per il futuro le modalità bizantine e i tempi assurdi di pubblicazione delle delibere comunali, sembra che i tecnici stiano lavorando al progetto per l'invio di bollettini precompilati dai comuni ai singoli contribuenti.

Indicazione venuta anche dalle dichiarazioni di qualche giorno fa del sottosegretario all'economia Barretta e sostenuto sul fondo del Corriere della Sera del 22 novembre scorso.

Ma è davvero possibile che non si riesca mai a imparare nulla dagli errori del passato, quando decine di milioni di bollettini della vecchia Ici venivano recapitati a domicilio e finivano tutti, ma proprio tutti, matematicamente nei cassonetti? Sono quasi 26 milioni i contribuenti che hanno versato l'Imu e altrettante sarebbero le buste piene di fogli, che i comuni dovrebbero spedire, dopo avere elaborato e stampato i dati. Quella che potrebbero ricevere i contribuenti, se l'idea viene portata avanti, rischia di diventare carta da macero molto costosa, almeno 50/60 milioni di euro a carico delle molto disastrate casse dei nostri comuni.

Perché l'esperienza e la nostra vista privilegiata sul settore dell'assistenza fiscale e su quello delle applicazioni informatiche che gestiscono comuni e Pubblica amministrazione in genere non ci permettono di essere ottimisti. Le anagrafi comunali non sono interconnesse fra di loro, il comune non sa e non può sapere quasi nulla sulle detrazioni cui ha diritto il nucleo famigliare (sono dati che non vengono rilevati) e non è collegato con l'anagrafe tributaria centrale, quindi non sa quale fascia di reddito deve applicare, in ogni caso le informazioni disponibili spesso non sono aggiornate.

Insomma, se neppure gli apparati informatici degli enti centrali sono interconnessi tra di loro, come si può pensare che lo siano in periferia? Il contribuente dovrà andare, questa volta con il bollettino in mano al posto del cappello, dal proprio commercialista, dal Caf o patronato o associazione di categoria, per farsi ricalcolare il versamento corretto. Meglio sarebbe se le delibere venissero pubblicate almeno 60 giorni prima della scadenza, come prevede lo statuto del contribuente e soprattutto non sui siti scelti dai comuni (come previsto in deroga per il 2013!), ma obbligatoriamente sul sito dell'Agenzia delle entrate, così, almeno, qualcuno sa dove sono.

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