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La ludopatia non scusa chi sottrae soldi allo stato

del 29/11/2013
di: La Redazione
La ludopatia non scusa chi sottrae soldi allo stato
La ludopatia, vera o presunta, non può essere una scusa per sottrarre denaro alle casse dello Stato: lo stabilisce una sentenza della Sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei conti, che ha condannato il funzionario di un'ambasciata italiana a restituire 178 mila euro al ministero degli affari esteri. Il funzionario, ricorda Agipronews, ha ammesso di aver sottratto le somme che gli vengono contestate, ma ha precisato che lo avrebbe fatto per «una presunta sindrome compulsiva per il gioco d'azzardo», portando a sua difesa anche certificati medici e psicologici. Secondo la Procura, anche se fosse provata in maniera definitiva la patologia di gioco, questa non basta a scaricare le responsabilità del funzionario, anzi, c'è motivo di ritenerla come un'aggravante: il gioco problematico «non fa venir meno la capacità di intendere e di volere», si legge nella sentenza della Corte, il funzionario, dopo essersi accorto di avere un problema del genere, avrebbe dovuto immediatamente avvisare il suo diretto superiore per evitare lo spreco di denaro pubblico, visto che «questa sua presumibile sindrome compulsiva» gli impediva di svolgere in maniera adeguata «i delicati compiti affidati». La Corte, conclude Agipronews, ha confermato la piena responsabilità del funzionario e disposto il pignoramento dei beni per ripianare il danno causato allo stato.
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