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Albo degli ingegneri aperto agli informatici

del 29/11/2013
di: di Benedetta Pacelli
Albo degli ingegneri aperto agli informatici
Albo degli ingegneri aperto anche agli informatici del vecchio ordinamento universitario. A stabilirlo la sentenza n. 10163/13 del Tar del Lazio che, dopo oltre dieci anni, mette la parola fine a un lungo braccio di ferro intercorso tra il ministero dell'università e l'Associazione nazionale laureati in scienze dell'informazione e informatica. La vicenda prende il via dalla «non condivisibile interpretazione» fornita dal Miur nel 2002 in una circolare in materia e applicativa del 328/01 (che ha ridisegnato l'accesso alle professioni regolamentate suddividendo l'albo degli ingegneri in tre settori di specializzazione) che ha impedito ai laureati del vecchio ordinamento in scienze dell'informazione e dell'informatica di accedere (al pari dei laureati in informatica del nuovo ordinamento e dei laureati in ingegneria) agli esami per l'accesso alla sezione A dell'Albo degli ingegneri, settore dell'informazione. E che di conseguenza ha escluso tutti questi laureati dalla partecipazione agli esami in alcuni atenei italiani (Firenze, L'Aquila, Udine, Genova, Salerno e Basilicata). Il ministero in sostanza affermava che «i titoli che precedentemente davano possibilità di accedere ad uno specifico esame di stato continuavano ad essere validi per l'accesso allo stesso», mentre quelle lauree che «nell'ambito del previgente ordinamento, non erano valide per l'accesso agli esami di stato, non costituivano «titolo idoneo per sostenere i nuovi esami». Ma non la pensano così i giudici del tribunale amministrativo capitolino secondo i quali, invece, il «tenore letterale della norma serviva a salvaguardare gli attuali appartenenti all'ordine degli ingegneri» e, nello stesso tempo, a consentire a coloro che avevano conseguito il diploma di laurea secondo il previgente ordinamento di partecipare agli esami di stato per conseguire le abilitazioni professionali.
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