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Elusione per immobile venduto post-donazione

del 28/11/2013
di: La Redazione
Elusione per immobile venduto post-donazione
Vendere un immobile subito dopo averlo ricevuto in donazione è elusione fiscale anche se il contratto è reale e non simulato e se il prezzo è stato effettivamente riscosso.

Insomma l'abuso del diritto si espande a macchia d'olio anche negli accordi fra privati e familiari. Con la sentenza n. 25671 del 15 novembre 2013, la Corte di cassazione ha quindi bocciato il ricorso di due contribuenti che avevano venduto un terreno ricevuto in donazione dalla madre qualche giorno prima. L'operazione ha generato un notevole risparmio d'imposta che ha consentito all'ufficio di notificare alla donante un avviso di accertamento per il recupero della maggior Irpef. La donna ha impugnato l'atto impositivo ma senza successo. La Ctp e la Ctr hanno rilevato un abuso del diritto nell'accordo fra madre e figli. Inutile, a questo punto, il ricorso in Cassazione. La sezione tributaria ha prima di tutto confermato la rilevabilità d'ufficio da parte del giudice dell'elusione fiscale.

Poi ha ricordato che è possibile dichiarare inopponibili all'amministrazione finanziaria - in applicazione di un principio generale antielusivo desumibile dall'art. 53 Cost., ma anche dai principi comunitari - i benefici fiscali derivanti dalla combinazione di operazioni a ciò volte. La disciplina antielusiva dell'interposizione, prevista dall'art. 37, comma 3, del dpr 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l'applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto d'imposta: ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della nonna, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali. Da quanto esposto consegue che il carattere reale, e non simulato, dell'operazione di vendita e l'effettiva percezione del prezzo da parte dei venditori-donatari, non sono sufficienti a escludere lo scopo elusivo dell'intera operazione negoziale posta in essere, nella sequenza donazione-vendita.

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