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Minimi, il bacino è ampliabile

del 28/11/2013
di: di Franco Ricca
Minimi, il bacino è ampliabile
Possibile escludere dal pagamento dell'Iva i contribuenti con volume d'affari fino a 65 mila euro. Con una decisione del 13 novembre 2013, pubblicata ieri sulla Guue serie L n. 316, il Consiglio europeo ha autorizzato l'Italia a rinnovare fino alla fine del 2016 il regime speciale per i contribuenti minimi, in scadenza il prossimo 31 dicembre, e a innalzare a 65 mila il limite di fatturato per avvalersene, oggi fissato a meno della metà. Adesso la palla passa al legislatore nazionale, che dovrà decidere se concretizzare l'autorizzazione, sollecitata dallo stesso governo con una lettera alla Commissione europea, e aumentare così la soglia di 30 mila euro attualmente prevista dalle disposizioni sul cosiddetto regime dei minimi. Sulla stessa Gazzetta Ufficiale è stata inoltre pubblicata un'altra decisione del consiglio Ue, che autorizza per ulteriori tre anni il mantenimento della detrazione forfettaria dell'Iva del 40% sui veicoli aziendali.

Regime dei minimi. Nel settembre del 2008, l'Italia è stata autorizzata fino al 31 dicembre 2010, termine poi prorogato al 31 dicembre 2013, a introdurre un regime speciale facoltativo di esenzione dal versamento dell'Iva per i contribuenti con volume d'affari fino a 30 mila euro. Ciò in deroga all'art. 285 della direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006, che fissa la soglia per l'esenzione a 5 mila euro (soglia derogata, comunque, da numerosi paesi Ue, già autorizzati dal Consiglio ad adottare limiti ben più elevati).

Le relative disposizioni nazionali sul regime speciale, com'è noto, erano già state emanate con l'art. 1, commi 96 e seguenti, della legge n. 244/1997, successivamente modificate e integrate dall'art. 27 del dl n. 98/2011. Queste disposizioni prevedono, oltre all'esonero dall'applicazione dell'Iva (fermo restando il pagamento di quella dovuta sugli acquisti intracomunitari e sulle altre operazioni passive per le quali è debitore d'imposta il destinatario), una tassazione agevolata anche ai fini delle imposte sui redditi per i contribuenti in possesso di determinati requisiti, fra i quali il conseguimento di ricavi o compensi non superiori a 30 mila euro annui.

Accogliendo le richieste dell'Italia, con la decisione di esecuzione 2013/678/Ue del 15 novembre scorso, il Consiglio ha autorizzato il mantenimento del regime speciale di esenzione dall'Iva fino al 31 dicembre 2016 e l'aumento a 65 mila euro del volume d'affari annuo per l'accesso al regime speciale stesso. Nelle motivazioni del provvedimento, il Consiglio osserva, tra l'altro, che l'importo richiesto dall'Italia è compatibile con la proposta di modifica della direttiva presentata dalla Commissione europea il 29 ottobre 2004, che, allo scopo di semplificare gli obblighi Iva, intende permettere agli stati membri di fissare fino a 100 mila euro la soglia di volume d'affari annuo per l'accesso al regime speciale di esenzione dall'Iva delle piccole imprese.

La decisione offre quindi all'Italia la base giuridica per ampliare sensibilmente il raggio d'azione del regime speciale dei minimi elevando di oltre il 100% l'attuale soglia di accesso, misura che potrebbe essere adottata già dal 1° gennaio 2014, data di applicazione del provvedimento unionale.

Veicoli stradali a motore. L'altra decisione riguarda la disciplina transitoria delle spese relative ai veicoli stradali a motore, in particolare (ma non soltanto) la forfetizzazione al 40% della detrazione per i veicoli non utilizzati esclusivamente a fini professionali. La disciplina attuale, introdotta dopo la nota sentenza della Corte di giustizia Ue del 2006 che ha sostanzialmente caducato le limitazioni previgenti in quanto adottate in contrasto con gli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria, è stata autorizzata dal Consiglio nel 2007 per un periodo transitorio, già prorogato al 31 dicembre 2013. Nell'aprile scorso l'Italia ha chiesto di poter continuare a mantenere questa disciplina, comunicando che la detrazione del 40% rispecchia tuttora la situazione circa il rapporto fra utilizzo professionale e non professionale dei veicoli in questione (il che contraddice però la «stretta» ai fini reddituali). Con la decisione 2013/679/Ue, quindi, il Consiglio ha stabilito di accordare una nuova proroga fino al 31 dicembre 2016 (salvo che, nel frattempo, dovesse essere adottata una normativa armonizzata in materia di detrazione dell'Iva sulle spese dei veicoli). La decisione stabilisce inoltre che un'eventuale richiesta di ulteriore proroga dovrà essere presentata dall'Italia entro il 1° aprile 2016.

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