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Iuc, chi non pagava non pagherà

del 28/11/2013
di: di Francesco Cerisano
Iuc, chi non pagava non pagherà
I proprietari di prime case di valore medio-basso (circa 5 milioni), che nel 2012 non hanno pagato l'Imu per effetto delle detrazioni e anche quest'anno non hanno versato nulla, potrebbero restare esenti avendo una Tasi pari a zero. Grazie a una detrazione di 200 euro che sarà riconosciuta a tutte le abitazioni principali. Anche la tassa sui servizi indivisibili, che costituisce uno dei pilastri della nuova Iuc (Imposta unica comunale), potrebbe quindi riconoscere lo sconto di 200 euro sulla prima casa già previsto per l'Imu e tutt'ora in vigore per le abitazioni di lusso. Una detrazione per legge, dunque, e non lasciata alla discrezionalità dei sindaci, come tutt'ora scritto nella legge di stabilità. La modifica, al centro di un piccolo giallo, era già pronta e l'avevano predisposta tre senatori del Pd in commissione finanze (Magda Zanoni, Claudio Broglia e Federico Fornaro) concordandola con i relatori. Doveva trattarsi di una mera correzione formale che prendeva atto dello stanziamento di ulteriori 500 milioni per finanziare le detrazioni dei sindaci, prevedendo un importo certo e non affidato al buon cuore dei primi cittadini. In quanto correzione formale, il suo recepimento all'interno del maxiemendamento del governo alla legge di stabilità era dato praticamente per certo, ma poi la modifica è saltata perché non è stato possibile per i relatori rimettere mano al maxiemendamento su cui è stata posta la fiducia. L'esecutivo ha però assicurato che della questione se ne riparlerà alla camera.

In effetti, leggendo con attenzione il testo del maxiemendamento, il refuso risulta piuttosto evidente. Il comma 514, che stanzia i 500 milioni in più ai comuni, parla di «detrazioni Tasi di cui all'articolo 21 a favore dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, nonché dei familiari dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale». Insomma, un'indicazione molto vincolante per i sindaci di cui però non vi è più traccia leggendo l'articolo 21 in questione, trasposto nei commi 462-471 del maxiemendamento. Qui la parola «detrazioni» scompare e viene sostituita da «riduzioni e esenzioni» per giunta facoltative (si legge che «il comune con regolamento può prevedere») e su fattispecie diverse. Non si parla più di abitazione principale e di familiari a carico, ma di abitazioni con unico occupante oppure tenute a disposizione per uso stagionale o ancora di abitazioni occupate da soggetti che risiedano per più di sei mesi all'anno o di fabbricati rurali a uso abitativo.

Ad ammettere che qualche problema c'è stato nelle convulse ore dell'approvazione della manovra a palazzo Madama è lo stesso relatore Giorgio Santini. «È stato un errore dovuto alla fretta e al fatto che l'emendamento, condiviso col governo, non era stato approvato in commissione», spiega a ItaliaOggi. «Quando il governo ha presentato il maxiemendamento, vi ha inserito tutte le modifiche approvate in commissione e non è stato più possibile aggiungere quest'ultima sulle detrazioni su cui però vi è già un accordo politico per il passaggio alla camera».

L'unico nodo da sciogliere riguarda l'autonomia impositiva dei comuni. Perché il governo vuole da un lato assicurare che chi non ha pagato l'Imu nel 2012 e 2013 continui a non pagare nulla in futuro, ma dall'altro non intende entrare a gamba tesa nelle decisioni dei sindaci visto la natura di imposta federalista che la Iuc dovrebbe avere. La soluzione di limitare la detrazione ai soli 200 euro per la prima casa potrebbe essere il giusto compromesso. Perché stabilirebbe per legge uno sconto minimo che i comuni possono poi incrementare con ulteriori detrazioni per le famiglie numerose e disagiate. «Del resto», fa notare Santini, «i 500 milioni che abbiamo stanziato sono esattamente pari al minor gettito Imu incamerato dai comuni nel 2012 per effetto delle detrazioni di 200 euro per la prima casa e di 50 euro per ogni figlio a carico». I conti, dunque, sembrano tornare.

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