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Stop alla seconda rata dell'Imu

del 28/11/2013
di: di Giovanni Galli e Simona D'Alessio
Stop alla seconda rata dell'Imu
Stop al pagamento della seconda rata dell'Imu sulla prima casa. Evitano il prelievo anche gli immobili strumentali agricoli. Mentre a pagare questo intervento, che costa complessivamente oltre 2 miliardi, saranno le banche con un anticipo delle imposte vicino al 130%. Spostata al 10 dicembre la data degli acconti delle imposte sui redditi e dell'Irap.

Questi in sintesi i contenuti del decreto legge recante «Disposizioni urgenti concernenti l'Imu, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia», che è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri e sul quale comunque i tecnici del ministero dell'Economia stanno ancora lavorando in queste ore per ultimarne i dettagli. «Il governo ha mantenuto l'impegno che aveva assunto di abolire il pagamento della seconda dell'Imu e ha contemporaneamente modificato lo statuto della banca d'Italia con la rivalutazione delle quote secondo il documento dell'istituto reso pubblico qualche giorno fa», ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni al termine della riunione. «L'importo della rata dell'Imu abolita è di 2,150 miliardi, compresi gli immobili strumentali agricoli e viene coperta essenzialmente con interventi sul sistema bancario con una quota di un terzo con anticipi sull'imposizione del risparmio amministrato e 2 terzi con aumenti di anticipi su Ires e Irap a fronte di un aumento delle aliquote Irpef e Ires che graverà solo per un anno sulle banche». Quindi, sostanzialmente si tratta di un'una tantum «che però è accettabile anche dal punto di vista della normativa Ue». L'anticipo corrisposto, ha spiegato ancora il ministro è corposo «sarà vicino al 130%». Per quanto riguarda il settore agricolo, l'Imu sugli immobili strumentali non verrà pagata e c'è l'impegno ad affrontare il problema da un punto di vista strutturale nell'ambito della legge di stabilità all'esame della camera: «C'è una misura che stiamo determinando di azzeramento del coefficiente di rivalutazione dei redditi dominicali per gli imprenditori agricoli che verrà anch'essa coperta con questa manovra sulle aliquote. E poi c'è l'impegno ad affrontare il problema con una riforma strutturale nella legge di stabilità per il 2014».

Rispetto all'impegno delle banche Saccomanni ha spiegato che «questa soluzione adottata dal Governo è una soluzione che si inquadra tra le misure prese riguardo al sistema bancario: il nuovo metodo di calcolo per le perdite sui crediti e le misure sul capitale di Bankitalia che servono a migliorare la patrimonializzazione delle banche» e questo in vista degli stress test. Con il decreto legge sull'Imu e Bankitalia viene anche «spostata al 10 dicembre la data degli acconti» delle imposte sui redditi e dell'Irap, ha comunicato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. Mentre per quanto riguarda la parte del provvedimento relativa alle banche, una delle novità principali è che «Bankitalia si trasformerà in public company», come ha sottolineato Saccomanni, parlando del la rivalutazione delle quote. Il tetto al 5% per la partecipazione «lascia la porta aperta a investitori europei». Insomma sarà una struttura da public company « di cui nessuno avrà il controllo». E a chi gli chiedeva se il dl avesse ricevuto parere favorevole dalla Bce, il ministro ha risposto che «il parere deve essere formalmente approvato dal consiglio dei governatori», ma «la proposta che conta di solito è quella della consulenza legale» che è favorevole al decreto per la rivalutazione delle quote di Bankitalia. «Comunque», ha aggiunto, «per quanto riguarda le preoccupazioni della Bce in termini di indipendenza della banca centrale» il provvedimento va nella «giusta direzione».

Le reazioni

«Ci aspettavamo un trattamento paritario rispetto ai terreni agricoli che sono mezzi di produzione come i capannoni industriali e le altre proprietà di impresa», ha commentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi in merito allo stop alla seconda rata Imu che esenta dal pagamento anche i beni strumentali legati ai terreni agricoli. Duro Daniele Capezzone, presidente della Commissione finanze della camera: «Il governo non ha mantenuto gli impegni nemmeno sulla cancellazione della seconda rata dell'Imu. Non sono stati esentati, infatti, tutti i terreni agricoli, come invece era stato promesso. E le coperture trovate sono assolutamente inaccettabili. Le maggiorazioni degli acconti Ires e Irap a carico di banche e assicurazioni, addirittura fino al 130%, e l'ulteriore acconto sul risparmio amministrato, altro non sono che un prestito forzoso. E il fatto che siano a carico del sistema bancario non deve trarre in inganno. Tutti comprendono, infatti, che i 2,15 miliardi che dovranno versare anticipatamente allo stato, il quale in questo modo, in pratica, sta contraendo nuovo debito pubblico, rischiano di tradursi in minori impieghi e prestiti a favore di imprese e famiglie, e in maggiori costi per i clienti». Un primo commento da parte del settore bancario arriva dal ceo di Intesa, Carlo Messina: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte. In una fase come questa credo sia una di quelle cose che bisogna fare per il paese».

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