Una battaglia per riaffermare il ruolo delle professioni italiane regolamentate, come ha affermato Giancarlo Laurini, commissario straordinario del Consiglio nazionale dei commercialisti che ha promosso la manifestazione su sollecitazione degli Ordini e delle associazioni di categoria.
«Si tratta della difesa dei diritti e degli interessi di tutta la società», ha spiegato Laurini, «non di interessi corporativi. In Italia, purtroppo, si richiama spesso la normativa comunitaria non per comprenderne lo spirito, ma per fare delle scelte che non sono in perfetta sintonia con essa, frutto di confusione e disinformazione. La manifestazione di oggi rappresenta il ritorno dei commercialisti all'incontro con la politica, visto che due stimabili esponenti del Governo hanno dato la loro disponibilità a risolvere il problema. Il percorso per rivendicare un diritto inalienabile è stato ormai tracciato». Il presidente dell'Odcec di Roma, Mario Civetta, spiega le ragioni della posizione della categoria: «Con il doppio esame inevitabilmente nel futuro si creerebbero due professioni: una di serie A con laurea e tirocinio triennale (quella del revisore legale) ed una di serie B con laurea e tirocinio a 18 mesi (gli iscritti ai nostri Ordini). La questione dell'equipollenza è stata oggetto di un dibattito molto intenso e in parte anche contrastato all'interno ed all'esterno della nostra Categoria. È doveroso per noi adoperarci per evitare una riforma che preveda un doppio esame o un esame integrativo per i giovani che vogliono intraprendere la nostra professione».
