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Revocati fondi Expo non spesi per l'export agroalimentare

del 27/11/2013
di: di Luigi Chiarello
Revocati fondi Expo non spesi per l'export agroalimentare
Revoca dei fondi assegnati e riutilizzo delle risorse statali non spese per le opere infrastrutturali collegate a Expo 2015 e non realizzate. Il tutto per ovviare anche al mancato contributo in conto impianti dei soci dell'evento inadempienti. Lo prevede il maxiemendamento al ddl stabilità depositato dal governo al senato, su cui ieri l'esecutivo ha posto la fiducia. La misura, nelle intenzioni di palazzo Chigi, serve a garantire la tempestiva realizzazione delle infrastrutture considerate indispensabili per l'evento. E sarà attuata con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ma solo dietro esplicita richiesta del commissario unico Expo. La revoca riguarda opere incluse nell'allegato al dpcm 22 ottobre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2008. Ma anche investimenti previsti dal tavolo istituzionale presieduto dal presidente pro tempore della regione Lombardia. Così, ora, tutti fondi in ballo finiranno in un nuovo apposito fondo, iscritto nello stato di previsione del dicastero dei trasporti, denominato «fondo unico Expo: infrastrutture strategiche di connessione all'Expo 2015». Qualora, poi, dovessero servire nuovi stanziamenti o correttivi, toccherà al ministero dell'economia provvedere. Il maxiemendamento prevede anche novità in fatto di aiuti agli agricoltori. Viene dato maggiore sostegno alle esportazioni, attraverso un potenziamento degli strumenti di promozione. E si rimpingua con 200 mln di euro il budget per le attività di credito all'esportazione. Viene quindi garantita una corsia preferenziale ai giovani nella possibilità di aggiudicarsi gli aiuti esistenti per accedere al mercato dei capitali. Inoltre, la produzione ittica viene equiparata a quella agroalimentare nella stipula dei contratti di sviluppo.
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