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Niente spesometro per i piccoli

del 27/11/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Niente spesometro per i piccoli
Niente «spesometro» per i produttori agricoli sotto i 7 mila euro di volume d'affari. Questa la novità più rilevante, introdotta dal maxiemendamento del governo al ddl stabilità 2014, per il comparto primario.

Produttori esonerati. Il comma 8-bis, dell'art. 36, dl 179/2012, convertito con modificazioni dalla legge 221/2012 aveva introdotto, «al fine di rendere più efficienti le attività di controllo relative alla rintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari», l'obbligo, per i produttori agricoli esonerati, di cui al comma 6, dell'art. 34, dpr 633/1982, di eseguire annualmente la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (cosiddetto «spesometro»), ai sensi dell'art. 21, dl 78/2010. Si ricorda che il regime indicato ha, quale obiettivo prioritario, l'alleggerimento degli adempimenti di natura amministrativa a carico ai produttori di modeste dimensioni, tanto da esonerare il soggetto, rispettoso dei requisiti richiesti, dall'emissione e registrazione di fatture e/o corrispettivi, dall'esecuzione delle liquidazioni e versamenti periodici dell'Iva e dalla presentazione della comunicazione e dichiarazione dell'Iva, potendo esclusivamente numerare e conservare le fatture di acquisto e le autofatture emesse dai cessionari dei prodotti. I produttori agricoli possono usufruire di tale regime qualora abbiano conseguito, nell'anno precedente (o presumano di conseguire nell'anno in cui iniziano l'attività), un volume di affari non superiore a 7 mila euro (limite quantitativo) costituito per almeno due terzi dalla cessione di prodotti agricoli inseriti nella Parte I, Tabella «A», allegata al decreto Iva (limite qualitativo). Il volume d'affari da considerare comprende l'ammontare delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizio compiute nell'anno, registrate o soggette a registrazione, in ossequio agli articoli 23 e 24, dpr 633/1972, tenendo conto delle variazioni in aumento o diminuzione, di cui all'art. 26 del medesimo decreto Iva; non concorrono alla formazione, le cessioni dei beni ammortizzabili e i passaggi interni dei prodotti. Il ministero delle finanze (risoluzione n. 441248/1992) ha precisato che possono applicare il regime in commento anche coloro che realizzano un volume d'affari nullo, restano in piedi alcuni adempimenti in caso di acquisti intracomunitari e il regime prevede, quale peculiarità, l'emissione della fattura (autofattura) a cura del cessionario dei prodotti, utilizzando l'aliquota di compensazione del bene. Stante l'esonero della maggior parte degli adempimenti, riferibili in particolare alla disciplina Iva, la novità è importante giacché questi produttori avrebbero avuto problemi nella predisposizione delle comunicazioni indicate, in assenza dell'obbligo di registrazione dei documenti.

Società agricole. Per effetto dell'abrogazione dell'opzione (comma 1093, art. 1, legge 296/2006) per la tassazione fondiaria delle società commerciali (srl, cooperative, società in nome collettivo e in accomandita semplice) a cura del comma 513, art. 1, legge 228/2012 (legge di stabilità 2013), il maxiemendamento prevede la determinazione degli acconti, per i due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31/12/2014 (per i solari 2015 e 2016), tenendo conto della novità introdotta ovvero considerando la perdita degli effetti dell'opzione esercitata a suo tempo. Tale diversa determinazione degli acconti deve essere eseguita anche per le società di trasformazione, di cui al successivo comma 1094 (art. 1, legge 296/2006), che fino al 31/12/2014 determinano il proprio reddito utilizzando un coefficiente di redditività pari al 25%.

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