Bollo dossier titoli e Ivafe. Confermato l'incremento al 2 per mille della «minipatrimoniale» sui risparmi a partire dal prossimo 1° gennaio. Nel 2014, infatti, il bollo proporzionale dello 0,15% previsto dal governo Monti salirà allo 0,2%. Anche per gli asset detenuti all'estero, che scontano l'Ivafe. Saranno colpiti tutti gli investimenti finanziari custoditi in dossier titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi ecc.), ma anche i conti deposito e le polizze assicurative. Restano escluse dal prelievo le polizze vita ramo 1, i fondi pensione e i fondi sanitari. Confermata la misura minima dell'onere fiscale, pari a 34,2 euro su base annua: di fatto, quindi, per i piccoli portafogli fino a 17.100 euro il bollo peserà più del 2 per mille.
Mediazione tributaria. Il reclamo-mediazione fa ricalcolare anche i contributi. In caso di accordo tra contribuente e amministrazione finanziaria sugli accertamenti fino a 20 mila euro, la base imponibile riconosciuta dalle parti in chiave fiscale servirà anche per quantificare i contributi previdenziali e assistenziali (sui quali, peraltro, non saranno dovuti sanzioni e interessi). L'articolo 17-bis del dlgs n. 546/1992 viene modificato anche con riguardo ai termini per la riscossione degli importi dovuti.
Difesa Fisco in giudizio. In arrivo nuovi procuratori dello stato per potenziare il sostegno in giudizio agli uffici finanziari. Stanziati 845 mila euro annui a partire dal 2014. L'Avvocatura dello stato viene autorizzata a effettuare assunzioni aggiuntive rispetto a quelle già preventivate. L'obiettivo è quello di incrementare la costituzione di parte civile dell'Agenzia delle entrate nei processi penali aventi per oggetto reati tributari, nonché di assicurare l'assistenza delle p.a. nei procedimenti di mediazione obbligatoria.
Garante del contribuente. Il garante monocratico resta in carica, ma con stipendio dimezzato. Le funzioni dei 21 garanti regionali non passeranno più, quindi, ai presidenti di Ctr (che peraltro si erano fortemente opposti). Il maxiemendamento stabilisce però che il compenso non potrà superare il 50% di quello spettante attualmente (circa 2.800 euro mensili, ndr). La riduzione degli emolumenti sarà ufficializzata con decreto Mef entro il 1° marzo 2014.
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