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Premiati gli stipendi più bassi

del 27/11/2013
di: di Valerio Stroppa
Premiati gli stipendi più bassi
Il cuneo fiscale premia gli stipendi più bassi, attraverso la rimodulazione delle fasce reddituali di detrazione. Per i lavoratori dipendenti, ma anche per gli assimilati (co.co.co., soci di cooperative, borse di studio, sacerdoti ecc.) lo sgravio Irpef teorico massimo sarà pari a 1.880 euro e non più a 1.840: ciò significa, di fatto, un leggero ampliamento della no tax area dagli attuali 8.000 a 8.174 euro annui. Ma è nella fascia reddituale immediatamente successiva che arrivano le novità principali: oggi ai lavoratori con reddito complessivo compreso tra 8 mila e 15 mila euro spettano 1.338 euro fissi più una quota di detrazione variabile che diminuisce all'aumentare dell'imponibile. In futuro la «base» verrà dimezzata (669 euro), ma la quota accessoria sarà più favorevole. È quanto prevede il maxiemendamento del governo alla legge di stabilità 2014, che conferma la proposta di modifica di alcuni senatori Pd approvata in commissione (prima firmataria Rita Ghedini). Stop, quindi, alla detrazione di partenza di 1.520 euro ipotizzata dall'esecutivo nella bozza iniziale del ddl.

L'effetto concreto, secondo le prime simulazioni, sarà quello di garantire aumenti in busta paga fino a 220 euro all'anno a chi guadagna tra i 15 e i 18 mila euro. Al crescere del reddito gli effetti favorevoli diminuiscono gradualmente. Nel dettaglio, tra gli 8 mila e i 35 mila euro spetterà ai lavoratori uno sgravio Irpef di 669 euro, aumentato del prodotto tra 1.211 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 35.000, diminuito del reddito complessivo, e 27.000 euro. Tra i 35 mila e i 55 mila euro, invece, si potrà fruire al massimo di 669 euro, ma lo sconto effettivo andrà determinato applicando la percentuale derivante dal rapporto tra 55.000 euro, sempre diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro. Ciò significa, per esempio, che un dipendente a tempo indeterminato con reddito di 17.500 euro annui potrà beneficiare a partire dal prossimo anno di una detrazione d'imposta pari a 1.454 euro, a fronte dei 1.425 che sarebbero derivati dalla proposta di palazzo Chigi e dei 1.254 attualmente spettanti (con un beneficio netto di 200 euro).

Con l'emendamento viene salvato anche il comma 2 dell'articolo 13 del Tuir, che il governo era intenzionato inizialmente ad abolire. La disposizione riconosce un bonus aggiuntivo di detrazione Irpef nella fascia tra 23-28 mila euro, la cui misura varia in ragione del reddito complessivo dichiarato (10 euro se il reddito è compreso tra 23 mila e 24 mila euro, 20 euro tra 24 mila e 25 mila euro, 30 euro tra 25 mila e 26 mila euro, 40 euro tra 26 mila e 27.700 euro e 25 euro tra i 27.700 e i 28 mila euro).

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