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Casa, semplificazioni inutili

del 25/03/2010
di: di Francesco Cerisano
Casa, semplificazioni inutili
Regione che vai liberalizzazione edilizia che trovi. In attesa che i nuovi governatori decidano se attuare o meno la norma di principio, contenuta nel dl incentivi, che ha portato da tre a dieci le tipologie di opere edilizie per cui non sarà più richiesta la Dia, sono molti gli interventi già ammessi dalle legislazioni regionali di dettaglio. Il Testo unico dell'edilizia (dpr 380/2001) nell'attuale formulazione, prima che venga modificato dal dl incentivi, esclude la necessità della Dia solo per le manutenzioni ordinarie, l'eliminazione delle barriere architettoniche e le opere temporanee per le attività di ricerca nel sottosuolo. Ma, trattandosi di materie di legislazione concorrente, come si sa, sono le regioni ad avere l'ultima parola. E molti enti hanno già deciso di ampliare le maglie della liberalizzazione, anticipando, in settori specifici, la deregulation del governo.

È il caso per esempio degli impianti fotovoltaici. L'installazione dei pannelli solari è uno dei dieci interventi edilizi che saranno eseguibili senza Dia se e quando le regioni recepiranno le indicazioni del dl incentivi. Ma in Liguria è già prevista una Dia semplificata per l'installazione di impianti solari termici e fotovoltaici fino a 20 mq., mentre è obbligatoria la Dia per l'installazione di pannelli solari termici da 20 a 100 mq o con potenza nominale da 3 kW a 10 kW di picco. E in Emilia Romagna l'installazione di pannelli è quasi totalmente liberalizzata, tanto che molti comuni non richiedono nemmeno la comunicazione al municipio.

Stesso discorso per i movimenti di terra strettamente legati all'esercizio dell'attività agricola. Il dl incentivi manda la Dia in soffitta, ma alcune regioni l'hanno già fatto. In Toscana per esempio, come evidenziato dall'ufficio studi della camera in un dossier sul ddl semplificazione (AC 3209), un regolamento regionale del 2003 indica in quali casi i movimenti di terreno sono eseguibili senza autorizzazione o dichiarazione (interventi effettuati dagli enti competenti in base alla legge forestale e dall'autorità idraulica o dai consorzi di bonifica) e in quali invece sono soggetti a Dia (interventi di manutenzione straordinaria necessari al ripristino o all'adeguamento funzionale di opere di sistemazione idraulico-forestale).

E ancora. Il dl incentivi esclude la Dia per le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura. Ma molti comuni le hanno già liberalizzate, prevedendo che possano essere installate senza la Dia a determinate condizioni (struttura leggera, assenza di fondazioni e altezza massima di tre metri e mezzo). La denuncia di inizio attività è prevista solo per le serre semifisse, mentre per quelle fisse è necessario il permesso di costruzione.

A complicare la liberalizzazione c'è poi la selva di normative antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie e di sicurezza con cui bisognerà fare i conti prima di dire addio alla denuncia di inizio attività. Nelle zone sismiche le costruzioni dovranno essere realizzate con specifiche norme tecniche che, dapprima rinviate al 30 giugno 2010, sono state anticipate di un anno dopo il terremoto in Abruzzo.

Le norme antincendio per gli edifici di civile abitazione sono contenute nel dm 16 maggio 1987, n. 246, mentre le norme igienico sanitarie nel dm del ministero della salute 5 luglio 1975, successivamente integrato dal dm 9 giugno 1999. Nel decreto sono indicate le dimensioni minime dei locali, le dotazioni minime dei servizi igienici e parametri di illuminazione e di ventilazione. Le norme sulla sicurezza degli impianti così come quelle sul consumo di energia degli edifici sono, invece, contenute nel T.U. dell'edilizia. Infine, per gli interventi edilizi su un immobile vincolato, sarà necessario l'assenso della Soprintendenza mentre ci vorrà l'autorizzazione paesaggistica se i proprietari di immobili ed aree di interesse paesaggistico vogliano apportarvi modifiche.

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