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Casa, via il Trise. Arriva la Iuc

del 26/11/2013
di: di Francesco Cerisano e Beatrice Migliorini
Casa, via il Trise. Arriva la Iuc
Dopo il Trise e il Tuc arriva la Iuc, l'imposta unica comunale che ingloberà l'Imu (per gli immobili diversi dalle abitazioni principali non di lusso) e le due componenti relative a servizi e rifiuti, ossia la Tasi e la Tari. L'emendamento dei relatori alla legge di stabilità 2014, depositato in commissione bilancio del senato, modifica ancora il quadro della fiscalità immobiliare locale, ma fa un piccolo sconto ai proprietari di seconde case. Perché l'aliquota massima del nuovo tributo non potrà andare oltre il 10,6 per mille che rappresenta al momento la soglia massima dell'Imu. Nella prima versione della legge di stabilità, si prevedeva invece, che la somma di Tasi e Imu potesse spingersi fino all'11,6 per mille visto che nel tetto massimo non era inclusa l'aliquota di base pari all'1 per mille. Per il 2014 l'aliquota massima non potrà superare il 2,5 per mille. A differenza dell'Imu, la nuova Iuc non prevede detrazioni specifiche fissate dalle legge statale. Spetterà ai sindaci attutire l'impatto del prelievo stabilendo riduzioni che tengano conto della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l'applicazione dell'Isee. Gli sconti alle famiglie numerose e disagiate saranno obbligatori per la componente servizi (Tasi) e facoltativi per quella rifiuti. E sempre affidata alla generosità dei sindaci sarà la previsione di ulteriori riduzioni o esenzioni per: abitazioni con un unico occupante, abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale, locali diversi dalle abitazioni, e aree scoperte adibiti ad uso stagionale, abitazioni occupate da soggetti che risiedano per più di sei mesi all'estero, fabbricati rurali a uso abitativo e infine superfici eccedenti il normale rapporto tra produzione di rifiuti e superficie. Secondo i relatori l'effetto di queste previsioni «sarà analogo a quello del 2012 quando la detrazione base era a 200 euro e si aggiungevano 50 euro a figlio». Ma tutto è legato alle dinamiche della finanza locale e alle condizioni dei bilanci comunali che, al momento, non consentono ai primi cittadini di largheggiare con gli sconti. L'emendamento dei relatori Antonio D'Alì (Ncd) e Giorgio Santini (Pd), concordati col governo, stanziano 500 milioni di euro in più all'anno a favore dei comuni da destinare alle detrazioni per le famiglie con redditi bassi. In questo modo il finanziamento statale della service tax sale a un miliardo e mezzo di euro che rappresenta comunque una cifra molto lontana dai 2,5 miliardi chiesti dagli enti per essere messi nelle condizioni di garantire maggiore equità al nuovo tributo comunale sugli immobili.

Non ci sarà invece alcuna rottamazione delle cartelle esattoriali. I contribuenti potranno beneficiare solo dell'azzeramento degli interessi di mora. Anche sulla vendita delle spiagge il governo ha fatto dietrofront, limitandosi ad assicurare un prossimo intervento di riordino attraverso un dlgs ad hoc.

Trovato l'accordo su casa, spiagge e cartelle esattoriali, la commissione bilancio di palazzo Madama ha lavorato fino a tarda notte per sciogliere gli ultimi nodi e consentire al ddl di approdare oggi in aula. Dove, come annunciato dal ministro per i rapporti con il parlamento Dario Franceschini, il governo porrà la questione di fiducia (soprattutto per testare la tenuta della nuova maggioranza formatasi dopo la scissione tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra). Anche se al momento non si sa ancora se a essere blindato sarà il testo licenziato dalla commissione o un maxiemendamento del governo che in ogni caso recepirà il lavoro dei senatori. Ancora incerta la misura della deducibilità della vecchia Imu dal reddito di impresa. Governo e relatori vorrebbero portarla dal 20 al 30% ma le risorse non sono ancora state individuate. Mentre il nodo sulla deducibilità dei beni strumentali agricoli, inclusi i terreni, potrebbe essere rinviato al confronto alla camera.

Cartelle esattoriali. La proposta di modifica dei relatori prevede che «relativamente ai carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni e affidati agli agenti di riscossione fino al 31 ottobre 2013, i debitori possono estinguere il loro debito senza corrispondere interessi e con il pagamento di una somma pari all'intero importo originariamente iscritto a ruolo». Niente sconti, quindi, né sul quantum dell'imposta, né sulle sanzioni, ma solo azzeramento degli interessi di mora. Entro il 30 maggio 2014, inoltre, gli agenti della riscossione dovranno informare i debitori attraverso posta ordinaria che entro il 30 giugno 2014 potranno decidere di aderire versando almeno il 50% della somma dovuta. Il restante importo, infatti, potrà essere versato entro il 16 settembre 2014.

Spiagge. L'emendamento dei relatori impegna il governo, entro giugno 2014, a adottare un decreto legislativo per riformare la legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime, con la previsione di canoni in misura superiore e modalità di trasferimento in proprietà alle regioni dei beni appartenenti al demanio marittimo, e delle relative pertinenze. Da questa operazione resterebbero esclusi i beni in uso per effettive finalità istituzionali alle amministrazioni dello stato, oltre ai porti di rilevanza nazionale e internazionale. L'emendamento, però, si occupa anche delle eventuali pendenze con l'amministrazione finanziaria. In particolare, la norma prevede che «le pendenze giudiziarie in essere alla data del 30 settembre 2013, concernenti il pagamento in favore dell'erario statale dei canoni e degli indennizzi per l'utilizzo dei beni demaniali, possono essere integralmente definite a domanda all'ente gestore da parte del soggetto interessato mediante il versamento o diretto in un'unica soluzione del 30% delle somme dovute, o rateizzato, fino ad un massimo di nove rate annuali, di un importo pari al 70% delle somme dovute a cui vanno ad aggiungersi gli interessi legali».

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