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Fibra ottica, innovazione necessaria

del 24/03/2010
di: di Carlo Parodi
Fibra ottica, innovazione necessaria
Il comma 7 dell'art. 1 della legge 8/6/09, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile), ha stabilito che i lavori richiesti per il passaggio di cavi in fibra ottica nelle parti comuni sono da considerare «innovazione necessaria» la cui delibera assembleare deve essere approvata con la maggioranza di un terzo dei partecipanti al condominio rappresentanti almeno un terzo del valore dell'edificio espresso in millesimi, con specifico richiamo alla legge n. 66/01 che aveva individuato le opere di installazione di impianti di radiodiffusione satellitare quali innovazioni necessarie.da approvare con la maggioranza assembleare agevolata. La norma ha risolto la dibattuta questione interpretativa in merito alla legittimità degli amministratori di condominio di opporsi alla installazione nei locali comuni di impianti vari delle società concessionarie per il passaggio dei cavi della banda larga. Considerato che Telecom Italia sta contattando gli amministratori di condominio per effettuare lavori all'interno degli edifici (posa in opera di cavi in fibra ottica e armadietti 50x40x25 nelle parti comuni) ignorando completamente che l'anzidetta legge n. 69/2009 legittima gli amministratori di condominio alla difesa delle parti comuni contro invasioni non debitamente autorizzate e potenzialmente pregiudizievoli per le ragioni proprietarie dei condomini, si evidenzia che sarebbe opportuno sottoscrivere un regolare contratto di locazione (di importo anche soltanto simbolico) per impedire validamente la formazione di una possibile usucapione dell'area interessata; d'altronde l'utilizzo gratuito di tali spazi comuni può determinare un ingiusto arricchimento delle società concessionarie in pregiudizio dei condomini eventualmente chiamati a rispondere di eventuali danni ai manufatti stessi (es. infiltrazioni d'acqua). 

Si ricorda infine che spesso gli armadietti o centraline sono utilizzati per servire anche edifici limitrofi o per fornire altri servizi a pagamento, anche con il collegamento alla rete elettrica condominiale.

Al riguardo il Tribunale di Roma si è già espresso (11 giugno 2004 Sez, VII) ritenendo l'iniziativa una molestia al possesso.

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