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L'avvocatura dice sì ai nuovi parametri

del 23/11/2013
di: di Benedetta Pacelli
L'avvocatura dice sì ai nuovi parametri
L'avvocatura dice sì al decreto parametri del ministero della giustizia. Dopo il recente via libera del Consiglio di stato (parere n. 04514/13), quindi, l'atteso schema di regolamento che disciplina i parametri da utilizzare in caso di ricorso al giudice o di mancato accordo tra le parti incassa il parere favorevole del Consiglio nazionale forense e dell'apposita commissione coordinata da Aldo Morlino. Si tratta di un parere con alcune osservazioni volte, si legge in un comunicato stampa, «a migliorare lo schema ministeriale sotto il profilo della maggiore chiarezza, semplicità e trasparenza». Un via libera che arriva anche alla luce delle osservazioni emerse a seguito della consultazione effettuata dallo stesso Cnf presso gli ordini forensi e le associazioni (le osservazioni sono arrivate da 17 ordini, una Unione regionale e Agi, Aiaf e Anf tra le associazioni). Il parere, dice quindi il Cnf, esprime soddisfazione per il rispetto da parte del ministero dell'impianto proposto dall'avvocatura, «che rende di facile lettura e di immediata verifica i valori su cui calcolare il compenso per gli operatori e soprattutto per i cittadini». Nello stesso tempo l'avvocatura prende atto della misura dei valori medi fissata dal ministero della giustizia, «responsabilmente consapevole del difficile momento congiunturale che sta imponendo alla categoria forense numerosi sacrifici anche in previsione dell'approvazione della legge di stabilità, che allo stato prevede un prelievo sulle casse professionali e misure di natura fiscale molto gravose per i professionisti». L'organo guidato da Guido Alpa, infine, ha evidenziato l'opportunità che il ministero della giustizia garantisca anche tramite il riconoscimento del giusto compenso al difensore, la qualità della difesa dei cittadini meno abbienti che richiedono l'ammissione al patrocinio a spese dello stato. Si è arrivati quindi alle battute finali di uno dei provvedimenti più attesi dalla riforma forense, che a questo punto dovrebbe andare alla Corte dei conti e dopo un passaggio non vincolante in Parlamento, in Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione.

Ma non solo parametri, perché nella seduta amministrativa di ieri il Cnf ha anche delineato il programma delle attività che saranno organizzate per incrementare lo sviluppo economico e la soluzione dei problemi sociali aperti dalla crisi. Tre i progetti specifici. Il primo riguarda il «Piano famiglia», per la tutela dei minori, dei meno abili, degli anziani, dei pensionati, dei pazienti, dei rapporti tra persone unite in matrimonio e da convivenza di fatto, per gli acquisti della casa, per gli investimenti mobiliari e la gestione del risparmio, per i rapporti tra i consumatori e le imprese. Il secondo, «Piano impresa», riguarda le questioni relative alla costituzione, organizzazione, vicende della vita delle imprese, sotto il profilo contabile, gestionale, amministrativo e fiscale. Infine il «Piano delle associazioni», cioè degli enti senza scopo di lucro, sarà formulato con l'obiettivo di favorire la amministrazione di tutte le forme di rapporti sociali che consentono all'individuo di sviluppare la propria personalità. Piani articolati, così come, ha spiegato Alpa, «si è articolato il ruolo degli avvocati negli ultimi decenni, perché alla difesa dei diritti e degli interessi in giudizio, si è affiancata la composizione delle controversie nei procedimenti di conciliazione e di arbitrato, la consulenza nei rapporti familiari, associativi, e d'impresa, ai consumatori e ai professionisti».

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