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L'avviso Inps lo porta il messo

del 23/11/2013
di: di Daniele Cirioli
L'avviso Inps lo porta il messo
L'Inps arruola i comuni per notificare gli avvisi di addebito. In caso di mancata consegna tramite Postel, infatti, l'istituto previdenziale tenterà la notifica tramite Pec e, se non risulta disponibile un indirizzo di posta elettronica certificata, si rivolgerà agli enti locali affinché procedano alla notifica tramite messo comunale. Lo stabilisce l'Istituto nel msg. n. 18947 di ieri, disciplinando modalità alternative di notifica degli avvisi di addebito che finora sono stati inviati esclusivamente tramite il canale postale (raccomandata a/r).

L'avviso di addebito. L'avviso di addebito è utilizzato dall'Inps per richiedere il pagamento sia di somme dovute a titolo di contributi non versati alla scadenza mensile o periodica (omissione), sia di quelle accertate come dovute da uffici od organi di vigilanza anche di altri enti (evasione). L'avviso dà tempo 60 giorni dalla notifica per pagare, trascorsi i quali l'agente della riscossione può avviare le procedure di espropriazione forzata, con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.

La notifica. Quali strumenti per la notifica degli avvisi la normativa (art. 30 del dl n. 78/2010) individua «in via prioritaria» la posta elettronica certificata, Pec, all'indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge; ovvero «messi comunali o agenti della polizia municipale», senza escludere la raccomandata con avviso di ricevimento. In attesa del completamento del sistema di notificazione tramite Pec, l'Inps ha scelto la modalità dell'invio di raccomandata a/r procedendo alla postalizzazione massiva degli avvisi di addebito. In caso di mancata notifica postale generalmente l'Inps verifica gli indirizzi dei destinatari sulle diverse banche dati cui ha accesso (tributarie, fiscali ecc.), quindi procede ad annullare l'avviso per emetterne uno nuovo con le informazioni aggiornate. Alcune sedi dell'Inps, tuttavia, hanno sollevato la questione circa la possibilità di utilizzare modalità di notifica alternative a quella postale, qualora uno o più tentativi di invio a mezzo raccomandata a/r non siano risultati a buon fine o qualora, già dopo il primo inesito, risulti impossibile reperire un indirizzo utile per una seconda emissione dell'avviso, diverso da quello indicato in anagrafe tributaria. L'Inps risponde affermativamente e detta le nuove istruzioni operative che, peraltro, consentono di non procedere all'annullamento all'avviso risultato inesitato.

Le nuove modalità. Per le imprese individuali o costituite in forma societaria che non siano cessate e che, ai sensi delle vigenti norme (art. 16 dl n. 185/2008 e art. 5 dl n. 179/2012) abbiano assolto l'obbligo di dotarsi di una casella di Pec, l'Inps ammette, a fronte di un avviso di addebito inesitato, di re-inviare l'avviso originario tramite Pec e, dunque, senza procedere al previo annullamento per inesito. L'indirizzo Pec, spiega l'Inps, va ricercato su «anagrafica unica» Inps oppure sulle banche dati della Cciaa o sul sito www.inipec.gov.it. Nei casi in cui non è possibile utilizzare la Pec, invece, diventa possibile far ricorso alla notifica per il tramite del messo comunale, previa specifica richiesta (modello allegato al messaggio) da inoltrarsi all'ufficio messi del comune interessato (quello di residenza dei contribuenti destinatari degli avvisi).

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