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Scambio informazioni, Italia guida gruppo ad hoc

del 23/11/2013
di: Tancredi Cerne
Scambio informazioni, Italia guida gruppo ad hoc
Italia capofila nel contrasto all'evasione internazionale. A sancirlo sono stati i 121 paesi riuniti a Giacarta in occasione del sesto meeting del Global Tax Forum dell'Ocse sulla trasparenza fiscale, che hanno dato mandato alla Penisola di presiedere il nuovo Automatic exchange of information (Aeoi) Group. Un gruppo di lavoro destinato a implementare un nuovo standard per lo scambio automatico di informazioni fiscali secondo le linee guida tracciate dal G20 di San Pietroburgo. Ancora presto, tuttavia, per stabilire i tempi di realizzazione di questo nuovo strumento. Unica cosa certa, i risultati raggiunti fino a oggi grazie all'azione del Global Forum sulla trasparenza fiscale. In base al rapporto presentato ieri a Giacarta, infatti, il numero di accordi per la condivisione di informazioni fiscali tra i 121 paesi membri del Gruppo ha messo il turbo arrivando a quota 2.350 a fine ottobre, rispetto ai 1.782 di fine 2012 e 1.408 di un anno prima. Ma non è solamente il numero di intese siglate ad aver decretato il successo del Forum. Negli ultimi cinque anni, infatti, anche i tempi di reazione alle richieste di assistenza amministrativa provenienti da un paese estero hanno fatto registrare un trend molto positivo. Basti pensare che la percentuale di risposte inviate entro i 90 giorni dal ricevimento della domanda di assistenza è salita dal 47 al 73% del totale. Mentre la quota di domande evase entro 365 giorni è scesa dal 28 all'1%. Ma è ancora presto per cantare vittoria. Se è vero, infatti, che la grande maggioranza dei paesi analizzati dagli esperti dell'Ocse ha messo a punto sistemi di vigilanza e di condivisione dei dati fiscali più che soddisfacente, esistono ancora numerose giurisdizioni non inclini a contrastare l'evasione internazionale. Quattordici paesi in tutto, nella black list secondo l'analisi dell'Organizzazione di Parigi. Si tratta di Botswana, Brunei, Repubblica Domenicana, Guatemala, Libano, Liberia, Isole Marshall, Nauru, Nive, Panama, Trinidad & Tobago, Emirati Arabi e Vanuatu. Con l'aggiunta della Svizzera definita come «osservato speciale». E in Europa? Male soltanto Cipro e Lussemburgo, che non hanno superato la seconda fase di analisi del Global Forum ottenendo un giudizio di «non conformità» in termini di disponibilità, accesso e condivisione delle informazioni fiscali.

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