Consulenza o Preventivo Gratuito

Cedolare secca con acconto light

del 23/11/2013
di: di Valerio Stroppa
Cedolare secca con acconto light
Cedolare secca light già con l'acconto del mese prossimo. Per i contratti a canone concordato, la nuova aliquota del 15% può trovare applicazione nei versamenti da effettuare entro il 2 dicembre (il termine di legge del 30 novembre cade di sabato). Ad affermarlo è stata ieri dall'Agenzia delle entrate, che con un comunicato stampa ha dato istruzioni in merito al calcolo dell'acconto della cedolare relativa all'anno in corso. Il dl n. 102/2013, infatti, ha ridotto con effetto immediato l'aliquota applicabile per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitativa (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e i comuni confinanti, nonché gli altri capoluoghi di provincia) e in quelli ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe). In tali ipotesi si è passati dall'aliquota del 19% a quella più favorevole per i contribuenti del 15%.

Il versamento dell'imposta sostitutiva sugli affitti avviene in due tempi, acconto e saldo, con le stesse modalità dell'Irpef. A cambiare è tuttavia la misura dell'acconto, pari al 95% della cedolare dovuta per l'anno precedente. A differenza che per le altre imposte sui redditi, la percentuale di acconto non è stata elevata dall'esecutivo (l'Irpef per quest'anno è invece salita dal 99% al 100%, l'Ires dal 100% al 101%).

Per il calcolo i locatori, che percepiscono dall'inquilino quanto concordato, hanno a disposizione due strade: il metodo storico e quello previsionale.

Con il primo è necessario determinare l'acconto in base all'imposta (cedolare secca) dichiarata relativamente allo scorso anno attraverso il modello 730/2013 oppure Unico-Pf/2013. Una soluzione adatta a chi, per esempio, affitta immobili in regime di cedolare «ordinario», con aliquota al 21%, e quindi non è interessato dalla novità.

Il metodo previsionale, invece, può essere utilizzato qualora la cedolare dovuta per l'anno in corso sia inferiore a quella del 2012. È il caso di chi beneficia della nuova aliquota ridotta e può già quantificare la minore imposta che prevede di versare per il 2013. Pertanto, già per il pagamento in scadenza il 2 dicembre, è possibile determinare il dovuto applicando il 15% ai canoni e quindi calcolando il 95%. Se l'acconto viene pagato in un'unica soluzione, in quanto inferiore ai 257,52 euro, sarà necessario versare l'intero ammontare. Laddove invece la prima rata sia già stata corrisposta lo scorso 17 giugno (o in luglio con la maggiorazione dello 0,40%), il contribuente dovrà sottrarre quanto già versato e quindi pagare la differenza. Quando l'acconto dovuto supera i 257,52 euro, infatti, il contribuente deve procedere in due rate, secondo le medesime scadenze dell'Irpef, pagando il 40% (del 95%) con la prima e il restante 60% (del 95%) con la seconda.

Si ricorda, tuttavia, che se a seguito del calcolo previsionale viene effettuato un versamento insufficiente, cioè inferiore a quanto dovuto al fisco, è applicabile una sanzione del 30%.

© Riproduzione riservata

vota