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I comuni vogliono gestire i fondi per l'emergenza

del 23/11/2013
di: Francesco Cerisano
I comuni vogliono gestire i fondi per l'emergenza
I comuni, in prima linea nell'affrontare l'emergenza sfratti, vogliono gestire direttamente i fondi statali (per il sostegno degli affitti e per la morosità incolpevole) che oggi vengono frenati dalle lungaggini della burocrazia regionale. Il problema è particolarmente sentito nella grandi città, dove il disagio abitativo sta toccando livelli preoccupanti a causa della crisi. E la prova è che solo il 20% degli sfratti ha alla base la cessata locazione, mentre l'80% delle procedure si attiva per morosità incolpevole. Dopo la Conferenza unificata straordinaria dello scorso 31 ottobre, l'Anci torna all'attacco sull'emergenza casa reclamando «interventi urgenti», soprattutto in considerazione del fatto che il ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi ha escluso un'ennesima proroga delle procedure di rilascio degli immobili. Ma non è solo un problema di risorse. «Se fossero le città metropolitane a gestire i fondi tutto sarebbe più facile», lamenta Alessandro Bolis, presidente della commissione casa dell'Anci. «Come comuni affrontiamo quotidianamente l'emergenza, ma dobbiamo interloquire con le regioni e fare i conti con le lentezze dei loro apparati. Un esempio su tutti: la Campania deve ancora erogare i fondi del 2007». Le proposte dell'Anci torneranno sul tavolo del governo il 27 novembre quando si terrà un incontro tecnico in cui i sindaci chiederanno il rifinanziamento del fondo per il sostegno degli affitti e per la morosità incolpevole che ad oggi possono contare rispettivamente su una dotazione di 100 e 40 milioni di euro, ma rischiano di essere pesantemente ridotti dalla legge di stabilità 2014. L'Anci vorrebbe che i due canali di finanziamento fossero unificati in un unico fondo con una dotazione di 250 milioni. «Perché le attuali risorse non sono sufficienti», spiega Bolis. «Basti pensare che solo il comune di Torino nel 2011 ha attinto al fondo per 21 milioni». Di qui l'appello al ministro Lupi a intervenire con un decreto legge entro la fine dell'anno. Un dl in cui inserire anche la riduzione dell'aliquota della cedolare secca sui contratti a canone concordato e la possibilità di utilizzare i fondi Ue per fronteggiare l'emergenza abitativa.

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