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Le assunzioni agevolate e il rebus del de minimis

del 22/11/2013
di: Francesco Geria
Le assunzioni agevolate e il rebus del de minimis
Regola del «de minimis»: un quasi «questa sconosciuta». Negli ultimi periodi l'assunzione di un lavoratore portatore di benefici contributivi, costringe gli operatori a dover affrontare questo strano, nuovo rebus.

Un primo collaudo, lo si è affrontato con le disposizioni previste per le assunzioni di apprendisti effettuate, nel periodo tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016, da datori di lavori occupanti sino a 9 lavoratori. Per beneficiare delle aliquote ridotte, introdotte in via sperimentale dalla Legge di Stabilità per il 2012, risulta infatti necessario osservare i canoni del «de minimis».

Stessa sorte per le recenti agevolazioni introdotte, prima dalla Riforma Fornero in caso di assunzione di lavoratori over 50 e donne; poi dal decreto Occupazione per il 2013 nell'ipotesi avviamento al lavoro di giovani under 30, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi ovvero privi di un diploma o attestato professionale.

De minimis: «ma chi è costui ?»

La norma, di estrazione comunitaria, affonda le sue radici nel Regolamento Ce n. 1998/2006 e si rivolge alle imprese. Le previsioni comunitarie tendono a monitorare la corretta identificazione, per trasparenza, di possibili aiuti di stato potenzialmente riconoscibili alle aziende.

La disciplina del «de minimis» prevede puntuali limiti a carattere quantitativo e temporale.

Nel primo ambito l'importo complessivo degli aiuti concessi a una medesima impresa non dovrà superare:

  • 200.000,00 nella generalità dei casi;

  • 100.000,00 nel settore trasporto su strada;

  • 7.500,00 nel settore della produzione dei prodotti agricoli (tale limite è ritenuto compatibile dall'Inps con l'assunzione di un solo apprendista con sgravio totale);

  • 500.000,00 per le imprese di fornitura di servizi di interesse economico generale.

    Le soglie così identificate comprendono tutte le tipologie di aiuti: agevolazioni contributive e tributarie, riduzioni di tassi d'interesse e concessioni di garanzie al prestito, conferimenti pubblici ai capitali sociali.

    Tutti i settori risultano destinatari delle previsioni comunitari con espressa esclusione per la pesca e acquacoltura, la produzione primaria di prodotti agricoli, gli aiuti all'esportazione o a favore dei prodotti nazionali, il settore carbonifero e gli aiuti destinati all'acquisto di veicoli per il trasporto e le imprese in difficoltà.

    In merito ai requisiti temporali gli stessi non devono superare i valori massimi nell'arco del triennio di riferimento.

    In tale scenario l'art. 40 del Regolamento Ce 1998/2006 dichiara ammissibili specifici aiuti per l'assunzione di lavoratori svantaggiati sotto forma di integrazioni salariali stabilendo:

    -che l'intensità dell'aiuto non superi il 50% dei costi ammissibili, identificabili con i costi salariali riferiti ad un periodo massimo di 12 mesi successivi all'assunzione (24 mesi nel caso di lavoratori molti svantaggiati);

    -le assunzioni devono rappresentare un aumento netto del numero dei dipendenti occupati rispetto alla media dei dodici mesi precedenti l'inserimento.

    Come stabilire allora la corretta quantificazione del «de minimis»?

    Il compito, certo, non risulta dei più facili.

    In prima analisi si dovranno considerare tutti i benefici usufruiti nel triennio. Tale periodo di riferimento, valido anche per le assunzioni incentivate e agevolate, dovrà considerarsi facendo riferimento all'esercizio finanziario in corso e ai due precedenti, indipendentemente dal momento dell'anno nel quale interviene l'aiuto.

    Importante precisare che la quota di aiuto riferita all'anno in corso sarà comprensiva di tutto il beneficio «godibile» nel futuro periodo agevolato.

    Fondamentale, poi, considerare il triennio come «mobile». In caso di assunzioni agevolate il beneficio dovrà necessariamente calcolarsi e rivalutarsi di anno in anno nel triennio di riferimento. Un semplice esempio potrà essere di supporto.

    Negli anni 2011, 2012 e parte del 2013, un'impresa usufruisce di 10.000,00/anno di agevolazioni contributive. Nel dicembre 2013 l'azienda attua una nuova assunzione agevolabile beneficiaria di ulteriori 1.000,00/mensili per 18 mesi (quindi sino a Maggio 2015). L'identificazione dei valori del «de minimis» sarà determinata dagli aiuti goduti negli anni precedenti – 20.000,00 - più i benefici del 2013 pari a 28.000,00 per un totale di 48.000,00. Infatti, all'esercizio finanziario 2013 si dovranno imputare anche i valori riferiti agli anni futuri.

    Risulta poi oltremodo difficile stabilire la totale quantificazione dell'aiuto da considerare. Se infatti, in particolari situazioni tali somme potranno essere annoverate nel risparmio contributivo ottenuto rispetto ad una applicazione ordinaria, ecco che nel caso di assunzioni di apprendisti si dovrà tener conto da un lato del regime contributivo ordinario e dall'altro delle eventuali aliquote ridotte rispetto ai periodi e alle dimensioni aziendali.

    Comprensibile quindi come le aziende, in considerazione anche della fiorente burocrazia che correda ormai tali adempimenti, spesso rifuggano dall'applicazione e dal godimento di agevolazioni che invece in alcuni frangenti potrebbero risultare da un lato appetibili e dall'altro vere opportunità.

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