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La Svizzera resta tra i paradisi fiscali

del 22/11/2013
di: Tancredi Cerne
La Svizzera resta tra i paradisi fiscali
Niente lista bianca per la Svizzera. Gli ultimi sforzi messi in atto da Berna per traghettare il paese fuori dal novero dei centri offshore non sarebbero bastati a ripulirle la fedina. Il Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni, riunito in assemblea a Giacarta per la sesta assemblea plenaria, è pronto a confermare il paese nella lista dei paradisi fiscali insieme ad altre 13 giurisdizioni che non hanno superato la prima delle due fasi di analisi sulla trasparenza condotte dall'Ocse. Secondo fonti vicine al dossier, la Svizzera non rispetta ancora tre condizioni essenziali per uscire dalla black list. Come prima cosa ha firmato un numero insufficiente di accordi sulla doppia imposizione disegnati secondo gli standard dell'Organizzazione di Parigi. Non solo. La giurisdizione interna elvetica non prevede l'obbligo di informare i soggetti interessati in caso di richieste di assistenza amministrativa. Infine, il problema della mancanza di identificazione dei proprietari di azioni al portatore. Elemento questo essenziale al fine di garantire la trasparenza fiscale richiesta dal G20. Ma una speranza ancora esiste per il governo di Berna. La Confederazione è, infatti, l'unico dei 14 paesi della black list il cui passaggio alla seconda fase è sottoposto a condizioni. Per tutti gli altri, l'Ocse ha infatti già decretato la bocciatura per mancanza di trasparenza, collaborazione e condivisione delle informazioni sui correntisti delle proprie banche.

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