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Informativa piena sull'uso delle informazioni

del 22/11/2013
di: Antonio Ciccia
Informativa piena sull'uso delle informazioni
Piena informativa al contribuente sul funzionamento del redditometro, che deve basarsi su dati esatti. Con il nuovo strumento di accertamento, infatti, il fisco costruisce il profilo del contribuente, basandosi su tutti i dati dell'anagrafe tributaria. Questa profilazione presenta rischi specifici per i diritti e la dignità degli interessati. Parte da qui la verifica preliminare operata dal Garante della privacy, che con il provvedimento del 21 novembre 2013 ha prescritto misure e accorgimenti, con l'obiettivo di correggere fattori che generino imprecisioni.

DATI ESATTI. Il fisco deve raccogliere e trattare dati esatti, così da prevenire e correggere le evidenti anomalie riscontrate nella banca dati o i disallineamenti tra famiglia fiscale e anagrafica. La corretta composizione della famiglia è, infatti, rilevante per la ricostruzione del reddito familiare, l'individuazione della tipologia di famiglia o l'attribuzione del fitto figurativo. L'esatta composizione della famiglia rileva anche per altra ragione. In proposito l'Agenzia delle entrate ha chiarito che i dati raccolti saranno utilizzati anche per l'applicazione dello strumento del nuovo redditometro precisando anche che quegli stessi dati verranno integrati con quelli della «famiglia fiscale» di appartenenza. Tale precisazione, secondo l'Agenzia, ha come scopo quello di rassicurare il contribuente in quanto un'eventuale non coerenza tra il reddito dichiarato e le spese sostenute potrebbe non rilevare qualora tali spese siano giustificate nel contesto del reddito familiare complessivo.

INFORMATIVA. Il contribuente dovrà essere informato, attraverso l'apposita informativa allegata al modello di dichiarazione dei redditi e disponibile anche sul sito dell'Agenzia delle entrate, del fatto che i suoi dati personali saranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

Con riferimento alle modalità con cui dovrà essere resa l'informativa per la totalità dei contribuenti, il Garante ha evidenziato, infatti, che la stessa, oltre a integrare quella già inserita nei modelli per la dichiarazione dei redditi come prospettato dall'Agenzia, dovrà essere anche posta in evidenza sul sito istituzionale della medesima Agenzia.

ACCERTAMENTI ISPETTIVI. Il Garante ha prescritto di integrare i modelli di informativa utilizzati nel corso degli accertamenti ispettivi. Le lacune da colmare sono quelle relative all'esatta individuazione del titolare del trattamento e alle procedure di profilazione.

INVITO AL CONTRADDITTORIO. Da modificare è anche il modello di invito al contraddittorio. Questo invito contiene l'indicazione delle spese certe, di quelle per elementi certi e degli investimenti e dei disinvestimenti in relazione al quale il contribuente deve fornire chiarimenti, e contiene anche la richiesta di indicare alcuni dati finanziari (saldi iniziali e finali dei conti correnti bancari e postali e dei conti titoli relativi all'anno oggetto di accertamento, utilizzando le risultanze gli estratti conto).

CONSERVAZIONE DATI. Le risultanze degli incroci tra spese sostenute e redditi dichiarati potranno essere conservate per tutto il periodo per il quale il fisco può procedere ad accertamento e cioè per i cinque anni successivi alla presentazione della dichiarazione (art. 43 dpr n. 600 del 1973), salvo proroghe relative ad eventuali contenziosi in corso. Inoltre, per ogni contribuente, selezionato nelle liste dei soggetti a rischio, viene fatto un raffronto tra le diverse annualità. Tale raffronto avrà come solo scopo quello di far emergere l'abitudine del contribuente a una dichiarazione non veritiera. Per il Garante il modello di invito deve essere integrato specificando le conseguenze del mancato o parziale conferimento dei dati in occasione del contraddittorio, anche con riferimento ai dati contabili relativi al risparmio.

PROFILAZIONE. Il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat. Nessuna profilazione del contribuente, dunque, su basi meramente statistiche.

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