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Patente edile bluff

del 21/11/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Patente edile bluff
No alla patente a «punti in edilizia» per la qualifica di imprenditore o lavoratore edile. In quanto si duplicano in maniera costosa e inutile gli adempimenti già disciplinati nel Testo unico sicurezza (dlgs n. 81/2008). Ed è assolutamente penalizzate per le pmi. La prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro non si ottiene con la semplice duplicazione di costosi obblighi documentali a carico delle imprese ma solo con un serio impegno di tutto il sistema della prevenzione. Questa è la posizione espressa in una lettera del 14 novembre 2013 che Cna, Confartigianato e Casartigiani hanno inviato al ministero del lavoro. In questa missiva le tre confederazioni hanno espresso la loro contrarietà alla patente a punti come sistema di qualifica delle imprese e dei lavoratori autonomi del settore. Sostenendo che la continua verifica dell'idoneità tecnico professionale delle imprese è già prevista e deve essere effettuata, sempre, dai committenti o dai responsabili dei lavori, con le modalità indicate dall'allegato XVII del dlgs n. 81/2008. L'assenza di gravi e reiterate violazioni da parte dell'impresa (ex allegato I al suddetto Testo unico sicurezza) nonché l'assenza di lavoratori sommersi o irregolari è già sanzionata dall'art. 14 del dlgs 81/2008 che, in tali casi, dà agli organi di vigilanza del ministero del lavoro oltre che potere sanzionatorio anche quello di adottare provvedimenti di sospensione dell'attività. Secondo Ferdinando De Rose, responsabile nazionale Cna-costruzioni, la patente a punti «duplica gli adempimenti a carico delle aziende perché la continua verifica dell'idoneità tecnico professionale delle imprese da parte dei committenti o dei responsabili dei lavori è già prevista dal dlgs n. 81/2008. Come lo stesso sistema sanzionatorio». Rappresenterebbe un problema per le pmi anche in caso di decurtazione dei punti in presenza della violazione delle norme sulla sicurezza. In quanto il titolare o l'unico dipendente dovrebbe partecipare a specifici corsi di formazione per il recupero degli stessi. E inoltre «a differenza della patente a punti automobilistica dove vi è un unico soggetto responsabile in quella edilizia vi sono vari e numerosi soggetti responsabili (direttore lavori, dipendenti committente etc.) e spesso estranei al mondo dell'edilizia (trasportatori e installatori)». Le confederazioni sostengono che la «patente a punti» non sia lo strumento idoneo per supplire a una mancanza di regolamentazione dell'accesso alla professione di «imprenditore edile», come indurrebbero a pensare i requisiti (onorabilità e responsabile tecnico ecc.) che si tenta di istituire con questa nuova normativa. Va detto che questi settori sebbene legati al mondo edile, fanno parte del mondo artigiano con inquadramenti contrattuali che in gran parte dei casi non è quello edile ma metalmeccanico. Da qui la necessità per le confederazioni di norme che ne tengano conto.
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