Consulenza o Preventivo Gratuito

Giustizia alternativa sugli scudi

del 21/11/2013
di: La Redazione
Giustizia alternativa sugli scudi
Sempre più frequente il ricorso a metodi di giustizia alternativa. Solo nel 2012, infatti, sono state 243.281 le domande di Adr (Alternative dispute resolution) presentate presso i centri di risoluzione italiani, il 72% in più rispetto al 2011. A contribuire in misura maggiore a questo risultato, la mediazione civile e commerciale che, nel 2012, ha fatto registrare un incremento del 154,7%, pari a 154.879 domande. Tra le ragioni che spingono maggiormente i cittadini a optare per metodi alternativi, il fattore tempo. Mediamente, infatti, sono necessari 180 giorni per concludere l'arbitrato, 70 giorni per la mediazione e le negoziazioni paritetiche e 60 per la conciliazione presso i Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni). Questi i dati emersi, ieri, durante la presentazione, presso la Camera di commercio di Milano, dell'indagine condotta da Isdaci (Istituto scientifico per l'arbitrato, la mediazione e il diritto commerciale) insieme a Unioncamere, Camera di commercio di Milano e Camera arbitrale di Milano, in merito alla diffusione della giustizia alternativa in Italia. L'indagine è stata condotta a seguito della reintroduzione, a opera del decreto del fare (legge 98/2013), della mediazione quale condizione di procedibilità per una serie molto ampia di materie (si veda ItaliaOggi del 20 settembre 2013). Se, da un lato, a fare da protagonista con quasi 155 mila domande nel 2012, c'è la mediazione civile e commerciale, dall'altro lato importante è stato, anche, il contributo fornito dalle conciliazioni presso i Corecom che, rispetto al 2011, sono incrementate del 25%, raggiungendo quota 70 mila. A ciò, poi, deve essere aggiunta l'attività svolta dalle Authority (garanzia nelle telecomunicazioni e protezione dei dati personali) e dai ministeri che, con più di 4 mila ricorsi portati a conclusione l'anno, costituisce un modello efficace di prevenzione delle controversie. In termini di risultati è, emerso, poi, come l'accordo viene raggiunto nell'84,6% delle conciliazioni Corecom, nell'82% delle negoziazioni paritetiche e nel 50% delle mediazioni. «I metodi alternativi stanno funzionando», ha evidenziato a margine della presentazione Giovanni Deodato, presidente di Isdaci, «ma sono necessari anche controlli da parte del ministero della giustizia, attraverso l'ispettorato generale, per garantire la gestione corretta dei procedimenti». Nel corso della presentazione è, però, emerso come, per quanto concernere la mediazione, il punto critico continua a essere il fatto che nel 67% dei casi si verifica la mancata presentazione della parte chiamata. Al problema, però, dovrebbe porre un freno la legge 98/2013 che è intervenuta correggendo alcuni aspetti del dlgs 28/2010. In prima battuta, infatti, ha previsto il requisito della competenza territoriale per gli organismi di mediazione e, in secondo luogo, ha previsto l'eliminazione della condizione di procedibilità della mediazione nelle controversie in materia di Rc auto, settore che, pur rappresentando oltre il 20% delle domande di mediazione presentate nel 2012, ha registrato la mancata partecipazione delle imprese assicuratrici nel 95% dei casi. «La legge 98/2013 ci ha restituito una mediazione arricchita che contribuirà alla diffusione di una vera e propria cultura della mediazione», ha evidenziato a termine della presentazione il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, «in questo modo i cittadini potranno risolvere autonomamente e con strumenti diversi le proprie controversie».

© Riproduzione riservata

vota