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Tutelabile chi fugge dall'obbligo

del 20/11/2013
di: di Beatrice Migliorini
Tutelabile  chi fugge dall'obbligo
Costringere una donna a un matrimonio forzato costituisce violazione della sua dignità. È, quindi, possibile riconoscerle, se non lo stato di rifugiata, almeno la protezione umanitaria. A stabilirlo, con una sentenza depositata ieri, la sesta sezione civile della Corte di cassazione che, così facendo, ha annullato con rinvio la decisione dei giudici di appello di Trieste. Questi ultimi, infatti, avevano negato alla donna la protezione internazionale. La vicenda nasce dalla richiesta inoltrata da una immigrata nigeriana, in merito alla possibilità di ottenere lo status di rifugiata a seguito della sua fuga dal paese di origine, a causa di un matrimonio con un uomo di 72 anni che la famiglia le voleva imporre. Di fronte al suo rifiuto, infatti, i familiari le avevano impedito di frequentare la scuola e, poi, l'avevano fatta rapire e portare in casa del suo pretendente che, a più riprese, aveva tentato di farle del male. «La costrizione della donna a un matrimonio forzato», hanno sottolineato i giudici del Palazzaccio, «è un trattamento degradante che configura danno grave ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria. Infatti», ha spiegato la Cassazione, «la minaccia di grave danno giustificante tale protezione non è necessario che provenga dallo Stato, ben potendo provenire anche da soggetti non statuali se le autorità statali o le organizzazioni che controllano lo stato o una parte consistente del suo territorio non possono o non vogliono fornire protezione adeguata». Fatte queste considerazioni, i supremi giudici hanno concluso spiegando come, nel caso in esame, non ricorrano i presupposti per la concessione dello status di rifugiata all'immigrata ma, «a seguito della verifica della mancanza di effettività dei poteri statuali e della capacità degli stessi di fornire adeguata protezione alla vittima del grave danno denunciato, è opportuno riconoscere a quest'ultima, quanto meno, la protezione sussidiaria o umanitaria».

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