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Sulla revisione è scontro aperto

del 19/11/2013
di: di Benedetta Pacelli e Ignazio Marino
Sulla revisione è scontro aperto
Sull'accesso al registro dei revisori è scontro aperto. All'indomani del parere positivo (n. 03612/13) con cui il Consiglio di stato ha licenziato lo schema di regolamento in materia di esame di idoneità professionale per l'abilitazione all'esercizio della revisione legale, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili pensa a una sua impugnazione per i profili di incostituzionalità e di eccesso di delega del provvedimento. A dargli man forte gli oltre 1.500 professionisti in manifestazione oggi a Roma per difendere la ormai certa mancata equipollenza degli esami di accesso al registro tra i dottori commercialisti e i revisori legali.

Il provvedimento in questione, atteso da anni, manda in soffitta (a meno di modifiche dell'ultima ora) la possibilità, garantita fino ad ora dalla legge, per i dottori commercialisti di accedere al registro in maniera automatica. Eccezion fatta per gli ultimi accessi, assicurati ancora dalla previgente regolamentazione (dlgs 88/92) grazie a una norma transitoria inserita in un decreto legge approvato lo scorso 30 ottobre dal governo e confermata anche dal Cds.

Quindi si cambia. Il regolamento, a cui è affidato il compito di attuare la parte del dlgs 39/2010 relativa agli esami e all'accesso al registro, infatti, fa sostanzialmente tabula rasa del principio dell'equipollenza previsto fino ad ora tra esame da dottore commercialista e quello da revisore. Ma stabilisce, comunque, la possibilità di esoneri per specifiche categorie, con la totale approvazione da parte di Palazzo Spada (che non può affrontare la legittimità della questione giacché non di sua competenza, salvo ricordare «l'intenso confronto in materia aperto tra le categorie interessate e il governo»). Quindi d'ora in poi commercialisti, esperti contabili e avvocati che si iscriveranno ex novo dovranno sostenere una prova d'esame che attesti le conoscenze specifiche sulle materie tecnico-professionali e della revisione. Per loro saranno previsti esoneri per le specifiche aree: per i dottori commercialisti e gli esperti contabili su materie di contabilità generale e di contabilità analitica e di gestione, per gli avvocati invece lo «sconto» sarà previsto per la prova delle materie giuridiche. Dunque, per ora è prevalsa la linea del ministero della giustizia che ha da sempre negato l'equipollenza perché in contrasto con la direttiva comunitaria (43/2006), pur non prevedendo questo né la normativa stessa né il suo decreto di recepimento (dlgs 39/10).

La protesta. Il via libera da parte del Cds non ferma, comunque, la manifestazione di oggi che secondo gli ultimi dati forniti dal consiglio nazionale vedrebbe la partecipazione di 1.500 commercialisti in rappresentanza di circa 110 (su 143) ordini territoriali, assieme alle sigle sindacali di categoria e alle casse di previdenza.

Voci della protesta, che come ha detto il commissario straordinario Giancarlo Laurini, «se non avessi ascoltato avrei fatto una grave omissione rispetto ai miei doveri. A Roma oggi ci confronteremo con la politica (atteso, tra gli altri, il viceministro all'economia Stefano Fassina) su un problema esistenziale per i dottori commercialisti, relativo alle attività che svolgono. In questo modo si calpestano la dignità e le serietà del sistema ordinistico». La mancata equipollenza creerà una situazione per cui un giovane che ha sostenuto un periodo di tirocinio professionale (18 mesi) e ha superato un esame di stato per svolgere la professione di dottore commercialista dovrà, poi, sostenere un ulteriore periodo di tirocinio (altri 18 mesi) e un ulteriore esame di idoneità solo per svolgere una sola delle attività tipiche di questa professione (cioè la revisione).

Il dibattito interno. Tuttavia, oggi a Roma, la categoria non si presenterà compatta. Se da un lato, infatti, i giovani dottori dell'Ungdcec di Eleonora Di Vona si presenteranno senza «se» e senza «ma», i commercialisti dell'Unagraco non parteciperanno in rappresentanza della propria sigla sindacale. Il presidente Raffaele Marcello, dal palco del congresso di Viterbo, venerdì scorso, ha definito «inutile» la manifestazione. Non sarà presente nemmeno il numero uno di Cassa ragionieri. Sempre a Viterbo, Paolo Saltarelli ha spiegato di aver preso degli impegni precedentemente alla proclamazione della protesta, una giustificazione che deve necessariamente fare i conti con il suo ruolo all'interno del direttivo dell'Istituto nazionale dei revisori legali (quest'ultimo da sempre acerrimo sostenitore dell'eliminazione dell'equipollenza fra commercialisti e revisori). Porteranno il loro sostegno invece Renzo Guffanti e diversi componenti del consiglio di amministrazione della Cassa dottori commercialisti. Stando agli umori raccolti da ItaliaOggi alla vigilia dell'evento, qualcuno però teme che l'assise di oggi si trasformi in un'assemblea elettorale. Considerando che il testo cancella-equipollenza, dopo tre anni e mezzo di gestazione, arriva in un momento in cui la categoria non ha una rappresentanza a livello istituzionale in molti - fra i 1.500 professionisti attesi nella Capitale - sarebbero pronti puntare il dito contro una o l'altra lista candidata a guidare il Cndcec.

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