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Conguagli accelerati per il tfr

del 19/11/2013
di: di Daniele Cirioli
Conguagli accelerati per il tfr
Conguagli sprint per il Tfr. In caso di contratti di solidarietà difensivi con assistenza di cigs, infatti, le imprese possono recuperare le quote di Tfr a carico della cassa integrazione entro l'anno solare di conclusione del predetto contratto di solidarietà, senza dover attendere la cessazione del rapporto dei lavoratori interessati. Lo stabilisce l'Inps nel messaggio n. 18092/2013 condiviso dal ministero del lavoro, sciogliendo a distanza di quattro anni la riserva del messaggio n. 9468/2009 formulata in merito ai nuovi obblighi di versamento del Tfr al fondo tesoreria o alla previdenza integrativa. Per la sistemazione delle quote di Tfr relative ai lavoratori cessati al 1° gennaio 2010 andrà utilizzata la procedura di regolarizzazione contributiva.

Cig e Tfr. La questione concerne il versamento del Tfr al fondo di tesoreria (aziende con almeno 50 addetti) ovvero a un fondo pensione (se il lavoratore ha scelto di aderire alla previdenza integrativa) in due ipotesi: 1) lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria; 2) lavoratori coinvolti in un contratto di solidarietà difensivo con intervento della cassa integrazione guadagni straordinaria (il contratto di solidarietà difensivo è un accordo sindacale che autorizza una riduzione generalizzata dell'orario di lavoro a tutti i lavoratori per scongiurare licenziamenti). In entrambe le ipotesi una quota di Tfr è posta a carico della cassa integrazione e, precisamente, la quota da calcolarsi sulla parte di retribuzione non erogata dall'azienda nel periodo di integrazione salariale. In via di principio, nelle situazioni di intervento di cigs, la legge n. 464/1972 prevede che: l'azienda resta l'unica obbligata alla liquidazione del Tfr ai dipendenti; che il Tfr del periodo d'integrazione salariale deve essere determinato senza sconti (cioè calcolandolo per intero senza considerare che la retribuzione è ridotta per via della cigs); che con riferimento ai lavoratori licenziati al termine del periodo d'integrazione salariale l'azienda può richiedere all'Inps (gestione cigs) il rimborso della quota di Tfr maturata dai lavoratori durante il periodo di integrazione salariale.

Il fondo tesoreria. Nel disciplinare le nuove norme sul versamento del Tfr al fondo di tesoreria, l'Inps ha precisato che, nei casi di intervento della cigs, l'azienda resta obbligata a versare il Tfr al fondo di tesoreria anche durante il periodo di cigs, salvo poi recuperare le quote di Tfr relative alla cigs all'atto della cessazione del rapporto di lavoro ossia al termine del periodo di integrazione salariale. Con riferimento ai contratti di solidarietà difensivi, invece, l'Inps aveva formulato riserva per necessità di chiedere chiarimenti al ministero del lavoro (messaggio n. 9468/2009).

Tfr e solidarietà difensiva. La riserva è stata adesso sciolta basando la precisazione su questo dato: a differenza delle ordinarie situazioni d'intervento della cigs che comportano a breve termine il licenziamento dei lavoratori e dunque la possibilità per l'azienda di recuperare le quote di Tfr relative all'integrazione salariale, nell'ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà difensiva la risoluzione del rapporto di lavoro può verificarsi anche a distanza di diversi anni dalla scadenza del contratto di solidarietà, con la conseguenza di procrastinarsi per diverso tempo anche il recupero delle quote di Tfr da parte dell'azienda. Considerato ciò l'Inps, atteso che la legge non pone la cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di cassa integrazione quale «conditio sine qua non» per il rimborso delle quote del Tfr connesse alla retribuzione persa dai lavoratori, stabilisce di consentire alle aziende che utilizzano il contratto di solidarietà difensivo assistito da cigs di recuperare le quote di Tfr connesse alla cigs entro l'anno solare di conclusione del periodo di vigenza del contratto di solidarietà difensivo, utilizzando il flusso Uniemens (si veda tabella).

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