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L'ipoteca illegittima va risarcita

del 19/11/2013
di: di Debora Alberici
L'ipoteca illegittima va risarcita
Il contribuente che subisce un'esecuzione immobiliare illegittima ha diritto a essere risarcito dall'amministrazione finanziaria. Il giudice può accordare il ristoro se accerta gli estremi della condotta dell'illecito aquiliano. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25855 del 18 novembre 2013, ha accolto il ricorso di una signora che si era vista iscrivere ipoteca per un debito fiscale contratto solo dall'ex marito. La donna aveva presentato querela di falso per disconoscere la firma apposta sulla dichiarazione congiunta: una sottoscrizione non visibile della quale, secondo la difesa, il fisco avrebbe dovuto tener conto. Inutile il ricorso al Tribunale al quale la signora si era rivolta, dopo aver vinto la causa per il disconoscimento della firma. Per i giudici non sussisteva alcuna condotta illecita da parte del ministero delle finanze. Dello stesso avviso anche la Corte d'appello di Napoli che ha confermato il verdetto. Ora la terza sezione civile del Palazzaccio ha completamente ribaltato la decisione di merito. Accogliendo due dei quattro motivi presentati dal legale, i Supremi giudici hanno chiarito, quanto alla tutela aquiliana, che, pur se non fondata sui commi terzo e quarto dell'art. 54 del dpr n. 602 del 1973 (che si riferiscono alla condotta dell'esattore), potrebbe trovare il suo fondamento nella clausola generale dell'art. 2043 cod. civ. (non essendo applicabile, con riferimento all'esecuzione esattoriale, la norma speciale dell'art. 96, comma secondo, cod. proc. civ., che dell'art. 2043 cod. civ. costituisce l'ipotesi applicativa tipica nel caso di illegittimità dell'esecuzione forzata ordinaria), non essendo comunque sufficiente il solo accertamento dell'infondatezza della pretesa tributaria azionata in via esecutiva, ma dovendosi accertare che la condotta dell'Amministrazione finanziaria, nel promuovere l'azione esecutiva, abbia integrato gli estremi dell'illecito aquiliano, sia sotto il profilo oggettivo sia soggettivo. Si incardina nel filone giurisprudenziale che bacchetta il fisco per gli errori verso i contribuenti anche la sentenza n. 10503 dell'anno scorso con la quale la stessa Cassazione ha sancito che il giudice amministrativo può accordare al contribuente il risarcimento del danno per il fermo amministrativo illegittimo scattato su presunte fatture false. Ciò a maggior ragione se, in sede penale, l'imprenditore è stato assolto da ogni accusa. Anche in quell'occasione il Massimo consesso di Piazza Cavour respinse il ricorso dell'Agenzia delle entrate.
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