Il programma di revisione della spesa pubblica 2014-2016, illustrato ieri da Cottarelli al comitato interministeriale presieduto dal premier Enrico Letta e subito trasmesso al parlamento, certifica infatti il vizio di fondo della legge di Stabilità 2014 già rilevato dai tecnici della Commissione europea. E cioè che per l'anno prossimo non sono in agenda tagli alla spesa pubblica. «Nessun risparmio è previsto», scrive Cottarelli, che infatti invita a valutare «in sede politica l'opportunità di individuare risparmi addizionali già nel 2014». Un input che il governo avrebbe già colto assicurando per l'anno prossimo tagli per 1,5 miliardi di euro.
Indipendentemente dai possibili obiettivi quantitativi della nuova spending, i frutti del lavoro di Cottarelli si vedranno solo a partire da fine febbraio quando potranno vedere la luce le prime misure da tradurre in provvedimenti legislativi al varo tra maggio e luglio 2014. Poi inizierà la seconda fase che dovrà individuare i temi al centro della legge di Stabilità per il 2015. L'impegno di Saccomanni è di dirottare i risparmi sulla riduzione della pressione fiscale. Il resto sarà utilizzato per il «finanziamento di investimenti produttivi» e per «la riduzione del debito». «Queste sono le tre finalità strategiche», ha detto il ministro, «ma la più importante è la prima».
Il piano di Cottarelli non risparmia neppure la scuola. Nel mirino la dimensione degli istituti, gli insegnanti di sostegno e i fondi per l'edilizia scolastica che dovranno essere razionalizzati. Altri temi più trasversali all'intera galassia della p.a. (taglio delle consulenze e delle auto blu) non saranno invece affrontati a livello locale, ma verranno esaminati a livello centrale dal gruppo di lavoro di base che coadiuva lo stesso Cottarelli. Mentre le spese fiscali (esenzioni e trattamenti fiscali privilegiati) saranno oggetto di attenzione solo «nei casi in cui esista un elevato grado di omogeneità economica rispetto alle spese».
Per gli enti che non si metteranno di traverso rispetto al programma di tagli, ma collaboreranno nell'individuazione dei risparmi di spesa sono previsti incentivi di carattere finanziario. Inoltre, secondo Cottarelli, una spinta verso la concertazione con le amministrazioni dovrà arrivare dalla pubblicazione di classifiche di virtuosità che premieranno gli enti più bravi nello scoperchiare le sacche di inefficienza.
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