Consulenza o Preventivo Gratuito

Spending review concertata

del 19/11/2013
di: di Francesco Cerisano
Spending review concertata
Pubblico impiego e pensioni al centro della spending review. Il gruppo di lavoro coordinato dal supercommissario Carlo Cottarelli dovrà studiare forme di incentivi alla mobilità tra amministrazioni e al passaggio di funzioni da un ente all'altro, puntando ad armonizzare stipendi e contratti degli statali. Nel mirino anche le pensioni d'oro e quelle di reversibilità (in relazione al passaggio al metodo contributivo), gli incentivi alle imprese e i contributi all'editoria, la protezione civile e l'acquisto di beni e servizi, la spesa per locazioni e quella per forniture e manutenzioni, le società partecipate e gli enti locali (che dovranno applicare fabbisogni e costi standard per risparmiare). Il tutto con un metodo nuovo e obiettivi di riduzione della spesa entrambi molto ambiziosi. Va in soffitta la ricetta di Mario Monti, fatta di tagli imposti dall'alto, e debutta la concertazione che vedrà i tagliatori di spesa e i rappresentanti degli enti «attenzionati» sedere allo stesso tavolo. «Sarà un lavoro di coordinamento innovativo rispetto alle iniziative precedenti centralizzate su un una figura sola o su un team ristretto», ha spiegato il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni, che punta a risparmiare 32 miliardi di euro, pari a 2 punti di pil nell'arco del triennio 2014-2016. Un obiettivo molto ottimistico, soprattutto perché il punto di partenza per il momento è zero.

Il programma di revisione della spesa pubblica 2014-2016, illustrato ieri da Cottarelli al comitato interministeriale presieduto dal premier Enrico Letta e subito trasmesso al parlamento, certifica infatti il vizio di fondo della legge di Stabilità 2014 già rilevato dai tecnici della Commissione europea. E cioè che per l'anno prossimo non sono in agenda tagli alla spesa pubblica. «Nessun risparmio è previsto», scrive Cottarelli, che infatti invita a valutare «in sede politica l'opportunità di individuare risparmi addizionali già nel 2014». Un input che il governo avrebbe già colto assicurando per l'anno prossimo tagli per 1,5 miliardi di euro.

Indipendentemente dai possibili obiettivi quantitativi della nuova spending, i frutti del lavoro di Cottarelli si vedranno solo a partire da fine febbraio quando potranno vedere la luce le prime misure da tradurre in provvedimenti legislativi al varo tra maggio e luglio 2014. Poi inizierà la seconda fase che dovrà individuare i temi al centro della legge di Stabilità per il 2015. L'impegno di Saccomanni è di dirottare i risparmi sulla riduzione della pressione fiscale. Il resto sarà utilizzato per il «finanziamento di investimenti produttivi» e per «la riduzione del debito». «Queste sono le tre finalità strategiche», ha detto il ministro, «ma la più importante è la prima».

Il piano di Cottarelli non risparmia neppure la scuola. Nel mirino la dimensione degli istituti, gli insegnanti di sostegno e i fondi per l'edilizia scolastica che dovranno essere razionalizzati. Altri temi più trasversali all'intera galassia della p.a. (taglio delle consulenze e delle auto blu) non saranno invece affrontati a livello locale, ma verranno esaminati a livello centrale dal gruppo di lavoro di base che coadiuva lo stesso Cottarelli. Mentre le spese fiscali (esenzioni e trattamenti fiscali privilegiati) saranno oggetto di attenzione solo «nei casi in cui esista un elevato grado di omogeneità economica rispetto alle spese».

Per gli enti che non si metteranno di traverso rispetto al programma di tagli, ma collaboreranno nell'individuazione dei risparmi di spesa sono previsti incentivi di carattere finanziario. Inoltre, secondo Cottarelli, una spinta verso la concertazione con le amministrazioni dovrà arrivare dalla pubblicazione di classifiche di virtuosità che premieranno gli enti più bravi nello scoperchiare le sacche di inefficienza.

© Riproduzione riservata

vota