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Basta lavorare gratis per il fisco

del 16/11/2013
di: da Viterbo Ignazio Marino
Basta lavorare gratis per il fisco
I commercialisti passano dalle parole ai fatti e sono pronti a scendere in piazza. L'invito lanciato ieri a Viterbo da Raffaele Marcello in occasione del congresso nazionale Unagraco, di cui è il presidente, ha infatti subito incassato l'appoggio dell'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. L'idea di un'azione forte di protesta era già nell'aria a ridosso delle scadenze per l'invio dello spesometro del 12 novembre 2013 per i contribuenti con liquidazione Iva mensile e del 21 novembre 2013 per tutti gli altri, poi prorogate. Ma il malumore nella categoria, nonostante il maggior tempo a disposizione, è rimasto comunque alto per tutta una serie di altri adempimenti che vedono il commercialista come una sorta di dipendente pubblico non retribuito.

Ad accelerare i tempi è stato, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, un incontro promosso nei giorni scorsi dai vertici dell'Odcec di Napoli con l'Autorità di garanzia per gli scioperi che «non vede alcun impedimento all'iniziativa, considerando che gli avvocati in passato si sono astenuti più volte dalle udienze».

«È tempo di protesta», ha detto Marcello esortando a fare lo stesso a tutte le rappresentanze di categoria, «dopo anni di proposte inascoltate. La categoria deve essere tutelata attraverso forme di protesta che possano sensibilizzare la politica affinché i professionisti siano sgravati dall'enorme mole di adempimenti burocratici che rappresentano solamente costi per i colleghi, senza produrre alcun ricavo. Lo stato remuneri il nostro lavoro così come fa con i Caf. Non vogliamo più lavorare gratis per l'amministrazione finanziaria».

Diffusa la proposta, immediata è stata la prima reazione dell'ordine partenopeo.

«I commercialisti napoletani dicono sì alla proposta di sciopero della professione», ha subito fatto sapere Vincenzo Moretta, presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. «Il nostro Ordine ha da tempo presentato alla competente Commissione di vigilanza una bozza del codice di autoregolamentazione del diritto di sciopero dei dottori commercialisti, avviando l'iter di valutazione dell'idoneità del codice che regolamenta le astensioni della nostra professione». «La tematica è rilevante e innovativa per la categoria, che è da sempre costretta a non poter esercitare il proprio diritto di sciopero in virtù della spada di Damocle degli aspetti sanzionatori in materia tributaria ricadenti in capo ai propri clienti», ha evidenziato Achille Coppola, presidente emerito Odcec Napoli. «Si sono tenuti diversi incontri con la Commissione e la bozza presentata è in fase di condivisione, la stessa prevede l'astensione dalle attività svolte dai dottori commercialisti», conclude Coppola, «compresa la predisposizione delle dichiarazioni e gli ulteriori adempimenti tributari senza applicazione di alcuna sanzione».

L'idea ha trovato l'appoggio anche nei vertici della Cassa di previdenza. «I professionisti vogliono risposte dalle istituzioni: oggi il Paese è alle prese con una politica che non ha coraggio», ha aggiunto Paolo Saltarelli, presidente della Cnpr. «Dobbiamo scendere in piazza con i forconi per far capire che non basta più una politica che non guardi oltre il proprio naso? Alla nostra categoria sono stati chiesti sacrifici enormi, abbiamo dato risposte straordinarie ma, ancora oggi, vogliono continuare a metterci le mani in tasca. Diciamo basta. Anziché massacrarci, diteci cosa possiamo fare per il Paese e non rispondete prelevandoci 9 milioni attraverso la spending review. Alla politica», ha concluso Saltarelli, «chiediamo anche un minimo di autonomia: liberateci dalla burocrazia e fateci fare ciò che sappiamo fare. Questo paese ha bisogno di essere più flessibile».

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