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Dichiarazione in bianco non è omessa

del 16/11/2013
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Dichiarazione in bianco non è omessa
La presentazione di una dichiarazione dei redditi «bianca», priva degli elementi reddituali e contenente solamente i dati identificativi del contribuente, non può considerarsi omessa; pertanto, la stessa potrà essere validamente rettificata attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa. Con queste conclusioni, rese nella sentenza n. 71/05/13 del 12 agosto scorso, la Ctp di Brescia ha accolto il ricorso presentato dal contribuente e condannato l'amministrazione al pagamento delle spese di giudizio. Il dibattito tra le parti ruotava attorno alla natura da attribuirsi a una dichiarazione dei redditi contenente solamente i dati del contribuente, ma priva dei dati contabili e reddituali. Secondo l'Agenzia delle entrate una siffatta dichiarazione deve considerarsi come omessa, «non può essere considerata validamente presentata, con la conseguenza che tale vizio colpisce eventualmente anche la dichiarazione integrativa, posto che la primigenia dichiarazione, se omessa, non può essere oggetto di integrazione». Di parere opposto il ricorrente, che invocava a proprio favore la natura della denuncia dei redditi, non di atto negoziale e dispositivo, ma di mera esternazione di scienza, come ribadito più volte dalla giurisprudenza di legittimità. La Ctp di Brescia ha accolto il ricorso, rilevando come non esista nella normativa tributaria una disposizione che preveda una sanzione così «estrema e rescissoria», collegata alla presentazione di una dichiarazione incompleta. Ma la parte più interessante della motivazione concerne il ragionamento operato dai giudici nel considerare che, laddove il sistema telematico per la ricezione delle dichiarazioni dei redditi accetti una dichiarazione pur mutilata in tal modo, si esclude di fatto che tale documento possa considerarsi «omesso». «La dichiarazione de qua», si legge nella sentenza, «devesi considerare validamente presentata in quanto accettata e non rifiutata dal sistema informatico all'uopo predisposto dall'Agenzia stessa, pur non contenendo i dati contabili». L'amministrazione finanziaria, di contro, «avrebbe potuto tutelarsi in tal senso con banali modifiche dell'applicativo, finalizzate al non accoglimento di dichiarazioni non compilate in determinati «campi»».

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