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Case di lusso incrementate dal vano non abitabile

del 16/11/2013
di: Debora Alberici
Case di lusso incrementate dal vano non abitabile
Ai fini delle agevolazioni prima casa anche il vano non abitabile concorre a incrementare le superficie dell'immobile di lusso purché sia utilizzabile. Quindi i benefici possono essere esclusi in relazione a un deposito dotato di finestre. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25674 del 15 novembre 2013, ha respinto il ricorso dei neoacquirenti di una casa, definita dal fisco di lusso in quanto, contando anche il deposito alto 3, 25 m e dotato di finestre, veniva superata la superficie di 240 mq.

Inutili le giustificazioni dei contribuenti secondo cui l'area non era abitabile. Per l'amministrazione conta l'utilizzabilità della stanza e la facilità di ottenere tale abitabilità.

La tesi è stata condivisa tanto in sede di merito che di legittimità. Sul punto la sezione tributaria ricorda infatti che la superficie utile complessiva non può restrittivamente identificarsi con la sola superficie abitabile. Infatti, l'abitabilità va considerata come un criterio non esclusivo al fine della individuazione della categoria giuridica della «superficie utile complessiva». In effetti, la utilizzabilità di una superficie è concetto che prescinde dalla abitabilità. Inoltre è quello più idoneo a esprimere il carattere «lussuoso» o meno di una casa. Cosicché, la possibilità di conseguire una facile abitabilità, mediante, per esempio, un semplice adeguamento dei rapporti aereo-illuminanti, consente di ritenere «utile» la superficie abitativa e, il tener conto di questa marcata potenzialità abitativa consente di individuare meglio ciò che è di «lusso» o meno sul piano del mercato immobiliare, che una tale disponibilità di superficie valorizza.

È solo di qualche giorno fa una notizia che stona con la decisione di ieri e secondo cui il garage annesso all'abitazione, non facendo aumentare la superficie vivibile, permette al contribuente di rientrare nell'agevolazione sulla prima casa. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 25161 dell'8 novembre 2013, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate contro la decisione della Ctr della Toscana che ha confermato la decisione della Ctp di Pisa che aveva annullato l'avviso di liquidazione emesso nei confronti di una coppia di contribuenti.

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